
BACH L'offerta musicale BWV 1079
Arte Resoluta. L. Brondetta, traverso R. Spotti, violino B. Sanson, violino e viola F. Bonizzoni, clavicembalo e organo
ARION DISQUES PIERRE VERANY
ARN 68528 1 CD 49'36
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Dopo le sperimentazioni dei decenni scorsi nel campo
della prassi esecutiva con strumenti originali, molti giovani
gruppi si dedicano al repertorio barocco con l’intento di partire
dalle esperienze dei primi pionieri della filologia per aprire
nuovi sentieri interpretativi. È il caso di Arte Resoluta,
un ensemble specializzato in musica barocca che si è
cimentato con la problematica partitura dell’Offerta Musicale
di Johann Sebastian Bach pubblicata dall’etichetta Arion.
Tutto il complesso dell’opera bachiana presa nella
sua interezza può essere considerato come il momento in
cui la storia del pensiero musicale getta i suoi fondamenti retorici
e stabilisce gran parte dei suoi codici (a livello armonico, melodico
e strutturale) ad imitazione della lingua parlata, per consentire
all’ascoltatore una migliore comprensione del discorso musicale.
Se nella musica sacra Bach aveva preso a modello la predicazione
di stampo luterano, nell’Offerta Musicale, come ha posto
in evidenza la musicologa tedesca Ursula Kirkendale, il riferimento
assunto da Bach parrebbe essere l’Institutio oratoria di
Quintiliano. Al di là dell’episodio dell’incontro col re
Federico II che, come si narra, improvvisò il celebre tema,
il concetto di "discorso musicale" per quest’opera è
di grande rilevanza: nell’Offerta musicale Bach avrebbe
stabilito quei principi dell’eloquenza musicale che saranno validi
fino agli inizi del XX secolo. In particolare Ursula Kirkendale,
sulla base dell’analogia con Quintiliano, suggerisce una relazione
plausibile e logica tra le sezioni dell’Offerta Musicale
in modo che esse corrispondano a quelle di una ipotetica orazione,
mettendo così in evidenza come i vari numeri di cui l’opera
si compone siano parte di un discorso musicale più ampio.
Non è un caso che questa composizione, unitamente all’Arte
della Fuga, costituiscano non solo le ultime due opere del
catalogo bachiano, ma appartengano a quella parte di esso definita
"musica teorica", che possiede cioè un chiaro
carattere speculativo e razionale. Infatti nel 1748 un esemplare
a stampa dell’opera fu presentata alla Correspondierende Societät
der musicalischer Wissenschaften di Lispia al posto della
comunicazione annuale di carattere scientifico che ogni socio
era tenuto a consegnare. Entrambe le finalità dell’Offerta
Musicale rispondono all’esigenza teorico-speculativa insita
in tutta l’opera bachiana ed in particolare dell’ultima produzione
di essere fondativa delle varie strutture linguistiche della musica
razionale assoluta.
Crediamo che uno degli obiettivi della ricerca relativa
alla prassi esecutiva con strumenti originali sia quell’attenzione
al "fraseggio", cioè al dispiegarsi del discorso
musicale nei suoi vari momenti; così più che nell’utilizzo
degli strumenti e delle tecniche dell’epoca, l’importanza centrale
dell’uso dell’Aufführungspraxis risiede nel tentativo
di ricreare l’effetto voluto dai compositori, effetto ottenuto
attraverso un determinato uso delle dinamiche e dei timbri. Prassi
esecutiva e strumenti antichi non costituiscono quindi il fine
delle ricerche filologiche, ma un mezzo per ritrovare particolari
cifre interpretative andate perdute con la tradizione romantica.
L’avvicinarsi dei giovani esecutori alle prassi
antiche è un segno di rinnovamento: la grande stagione
di Harnoncourt e Hogwood non sembra conclusa nell’arco di una
generazione, ma ha saputo creare una tradizione alternativa che
nuovi ensemble, come Arte Resoluta, hanno la volontà
di raccogliere e proseguire. Tuttavia da questa incisione appare
evidente che la giovane compagine ha saputo far proprio solo una
parte dell’insegnamento derivato dalle ricerche filologiche. Già
ad un primo ascolto del Ricercare a tre voci la perizia
tecnica del clavicembalista Fabio Bonizzoni sembra messa al servizio
più del virtuosismo e degli abbellimenti piuttosto che
di un equilibrio delle tre voci. Qui, come nell’esecuzione dell’intera
opera, sembra che la retorica ricercata dagli esecutori (che nelle
note di copertina dichiarano la loro adesione all’assimilazione
dell’Offerta musicale con la retorica antica) non miri
ad attualizzare il discorso musicale ma si rifaccia ad un’arte
di parlare ormai desueta, ampollosa che invece di semplificare
la logica della narrazione ne confonde il dispiegarsi. Così
ad esempio nel secondo Allegro che chiude la Sonata
sopr’il Soggetto reale la grande quantità di suono
prodotta in special modo dal continuo rende tutt’altro che fluido
il fraseggio creando, al contrario, uno spiacevole effetto di
ridondanza, forse determinato anche dall’incisione non ben definita
e troppo riverberante.
In ogni caso questo compact disc conferma il grande
interesse che in questo momento è rivolto verso il repertorio
sei-settecentesco, interesse che deve essere sicuramente incoraggiato:
fa piacere vedere che nel panorama delle esecuzioni barocche si
registrano un gran numero di giovani formazioni tutte impegnate
a proseguire la strada tracciata dai pionieri dell’Aufführungspraxis,
tuttavia se si è ormai raggiunto un’apprezzabile livello
tecnico complessivo, è necessario prestare sempre la massima
attenzione a risolvere i non pochi problemi stilistici che questo
repertorio presenta. |