
AGRICOLA
Missa Malheur me bat
Missa In minen sin
A:N:S Chorus
Jànos Bali, dir.
HUNGAROTON
HCD 32011 1 CD 77'45
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Alexander Agricola visse tra la seconda
metà del Quattrocento ed i primi anni del Cinquecento.
Di formazione fiamminga, era di Gand ed il suo vero cognome era
Ackermann, lavorò con Johannes Ockeghem alla cappella di
corte di Francia, e in seguito fu per molti anni in Italia al
servizio di diverse corti. Qui pubblicò diversi lavori,
molto considerati dai suoi contemporanei, sia di carattere religioso
che profano. Dal 1500 in poi fu al servizio di Filippo il Bello,
che lo condusse in Castiglia dove morì, con ogni probabilità
di peste. Venne sepolto nelle mura di Valladolid, quando si trovava
al servizio del sovrano da cinque anni. La sua produzione musicale
non è molto abbondante e comprende, oltre a numerose chansons
su testi italiani, francesi e fiamminghi, anche otto messe, delle
quali cinque a quattro voci furono pubblicate da Petrucci. Due
di queste cinque messe sono contenute in questo CD, che viene
a coprire in questo modo una carenza in una discografia piuttosto
dispersiva. Sono infatti assai rari i CD dedicati esclusivamente
a questo compositore, mentre molti suoi brani brevi sono raccolti
in antologie di musiche dell’epoca.
La scelta dell’Hungaroton di dedicarsi a questo
compositore si fonda sul lavoro e sull’esperienza dell’A:N:S Chorus
diretto da Jànos Bali (A:N:S sta per Ars Nova Society)
con cui aveva già pubblicato due CD dedicati alla musica
religiosa di Jacob Obrecht, mostrando in questo modo l’intenzione
di dedicarsi organicamente alla musica fiamminga del Quattrocento.
Le messe Malheur me bat e In minen sin
si fondano entrambe su temi preesistenti e famosi all’epoca.
Rispetto allo stile austero e razionale dei compositori fiamminghi
suoi contemporanei, quello di Agricola appare più fantasioso
e libero, mostrando in questo l’influsso della musica italiana
che il compositore aveva assorbito nei suoi spostamenti tra le
varie corti italiane. In questo può forse essere considerato
un punto d’incontro tra le due scuole musicali. La sua scrittura
musicale, molto ornata e attenta ai particolari, si sviluppa in
modo alquanto originale.
Le messe sono entrambe a quattro voci, anche se
alcuni numeri sono sviluppati con un contrappunto più semplice
(a due voci). Le non comuni doti contrappuntistiche di Agricola
si evidenziano soprattutto nella messa Malheur me bat,
dove la chiarezza esecutiva dei solisti dell’A:N:S contribuisce
a rendere giustizia alla perizia tecnica del compositore. Questo
coro ungherese, composto da tredici elementi tutti maschili, dimostra
infatti grande padronanza in questo genere di repertorio: molto
interessante soprattutto nelle sezioni acute, ha ottimi sopranisti
e contraltisti, dalle voci leggere e molto timbrate. L’approccio
alla composizione è agile soprattutto nella scelta dei
tempi, veloci senza essere concitati. Più monotono dal
punto di vista della dinamica, il complesso vocale pare invece
poco aiutato anche dall’incisione, che accentua molto i riverberi
mostrando un gusto un po’ datato. Questo coro non ha bisogno di
molti effetti speciali, data la precisione che dimostra in tutte
le sezioni: una registrazione più secca e nitida non potrebbe
che avvantaggiarlo. La registrazione è comunque una presa
dal vivo nella chiesa riformata di Òcsa, per cui, con tutta
probabilità, risente anche dell’eco naturale dell’ambiente.
Si tratta in definitiva di un CD di notevole interesse, anche
se dedicato ad un’utenza senza dubbio specifica, soprattutto se
inserito, come noi ci auguriamo, in un progetto di riscoperta
del periodo attraverso dischi non puramente antologici, come spesso
avviene, ma monografici. |