
Alfons V el Magnànim (1396-1458)
El Cancionero de Montecassino
La Capella Reial de Catalunya
Jordi Savall, dir.
ALIA VOX
AV 9816 2 CD 71’45
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Dopo le celebrazioni dedicate al
quinto centenario della nascita dell’imperatore Carlo V, la casa
discografica Alia Vox continua nella proposta della serie "Musicas
Reales" con un doppio CD dedicato ad Alfonso V d’Aragona,
detto il Magnanimo, affidando la rievocazione storica della sua
epoca al Canzoniere di Montecassino. Alfonso d’Aragona fu re di
Napoli dal 1442, col nome di Alfonso I, fino al 1458, quando gli
succedette il figlio Ferdinando I. Lavorò molto per promuovere
Napoli come capitale culturale del Mediterraneo, circondandosi
di intellettuali, fondando una Biblioteca e promuovendo l’Accademia
Pontaniana, la più antica d’Italia. Anche questa volta
lo sforzo dei compilatori di questo doppio CD è quello
di ricostruire un’epoca, ma, mentre nel caso di Carlo V le scelte
antologiche seguivano puntualmente la biografia del sovrano, questa
volta si tende a restituire più in generale lo spirito
dell’epoca attraverso la testimonianza musicale di uno dei tanti
canzonieri, cioè raccolte di musiche sacre e profane
di autori diversi, spesso anonimi, molto diffuse nei secoli XV
e XVI.
Le note di copertina di Luca Chiantore motivano
la scelta del Canzoniere di Montecassino come tra i più
rappresentativi di quel particolare momento storico, al di là
dei legami stretti e certi tra la corte di Napoli ed il documento,
invocando lo spirito aperto a tutte le culture del Mediterraneo
caratteristico del re d’Aragona. Quello che sembra un accostamento
un po’ labile viene così ad assumere, nella convincente
ricostruzione storica di Chiantore e nelle scelte dei musicisti,
un carattere simbolico per quell’epoca e per quel particolare
concetto di rinascimento come sintesi di diverse culture perseguito
dalla corte di Alfonso I di Napoli. Restando nell’ambito delle
note di copertina, è da segnalare la profusione di traduzioni
fornite da Alia Vox: a parte l’italiano, che raramente ha l’onore
di comparire nelle note di produzione straniera, compare il catalano.
Tutti sanno che Jordi Savall è catalano, e come tutti i
catalani è legato all’identità linguistica e culturale
della sua regione, che peraltro lo ripaga figurando tra i sostenitori
delle sue produzioni. È il caso di ricordare che questo
è un modo intelligente di aiutare la cultura che avviene
un po’ ovunque in Europa, fuorchè in Italia (anche se,
francamente, non è facile pensare ai sindaci leghisti che
sponsorizzano il CD del Giardino Armonico "Viaggio musicale"
dedicato ai compositori padani del ‘600).
I due CD sono dedicati rispettivamente alla produzione
musicale sacra e a quella profana. Le scelte di musica sacra sono
quasi tutte di compositori anonimi, a parte tre brani di Guillaume
Dufay e uno di Johannes Cornago, che fu al servizio di Alfonso
I. Tutti i brani presentati sono gravi e solenni, ma anche venati
di una certa malinconia. In particolare, il Veni Sancte Spiritus
a tre voci a cappella, di Dufay, cantato in modo sublime da
Montserrat Figueras, Maria Cristina Kiehr e Kai Wessel sembra
provenire da un altro mondo, fatto di astrazione, di immaginazione
sconfinata e di semplicità solo apparente che invece è
estrema sintesi di pensiero. La parte profana è più
promiscua, con brani "alti" cui si accostano altri più
popolari. Introdotta da una toccata strumentale che mette in luce
le tipiche percussioni della Capella Reial de Catalunya, quasi
un marchio di fabbrica per il gruppo di Savall, presenta diversi
numeri, soprattutto anonimi, di carattere e umore più vario
rispetto alla scelta di musica sacra. Tra tutti spicca però,
di nuovo, un brano d’autore, Mort tu as navré/Miserere
pie Jesu, composto da Johannes Ockeghem per la morte Gilles
Binchois, musicista fiammingo amico di Dufay. La scrittura musicale
trasuda dignità, compassione, compostezza, rispetto e l’interpretazione
data da Savall è formidabile per forza evocativa e proprietà
stilistica. Siamo così abituati agli standard interpretativi
di Savall e del suo ensemble che quasi non ci soffermiamo
più sulla loro bravura. Questa volta però ci teniamo
a sottolineare la prova eccezionale di un giovane interprete,
Carlos Mena, con Savall già da qualche anno, che va a rimpinguare
le fila dei controtenori preparati e di bella voce, che per fortuna
cominciano ad essere numerosi.
L’impressione complessiva che si ricava da questo
CD è di una raccolta sommessa fatta di scelte quasi sotto
le righe: tuttavia, a chi segue il lavoro di Savall da tempo,
non sfuggirà il fatto decisivo di aver aggiunto un altro
tassello al grande puzzle dedicato alla storia del Mediterraneo
che stiamo componendo assieme a questo musicista, davvero speciale.
Savall ci sta dimostrando che la musica sa scrivere la storia
più e meglio di tante inutili raccolte di fatti. Continuiamo
a essergliene grati. |