HANDEL
Apollo e Dafne
The Alchemist
O. Pasichnyk, sop.
R. Pomakov, bs.
European Union Baroque Orchestra
Roy Goodman, dir.
NAXOS
8555712
1 CD
58'15

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Due brevi lavori del periodo italiano di Georg Frideric Handel sono riuniti in questo CD edito dalla Naxos: la cantata drammatica Apollo e Dafne (1710) e le musiche di scena per The Alchemist (1710) di Ben Jonson. Quest’ultima fu probabilmente la prima musica composta da Handel rappresentata in Inghilterra, benché pubblicata anonima. L’accostamento è quanto mai opportuno in quanto testimonia dell’ultimo periodo romano di Handel, del breve passaggio ad Hannover, città in cui concluse la composizione di Apollo e Dafne e del successivo primo soggiorno a Londra. Tra le innumerevoli cantate composte da Handel a Roma sicuramente Apollo e Dafne è tra le più interessanti e contiene arie di magnifica scrittura e, come tutte le opere del periodo italiano, racchiude in sé quelle risorse creative che poi Handel svilupperà e rielaborerà per tutto il resto della sua parabola artistica. La scelta della Naxos di pubblicare queste due opere, tra l’altro di raro ascolto, si rivela pertanto più che opportuna, perché permette di apprezzare ancora una volta le eccezionali risorse compositive del giovane Handel. Purtroppo in questa realizzazione si avvale come protagonista di un interprete del tutto inadeguato, il basso Robert Pomakov, francamente inascoltabile. Poco intonato, incapace nelle agilità, e reinventore della lingua italiana che adatta ai suoi vezzi di cantante in netta difficoltà, inoltre si rivela del tutto inespressivo e permette solo di intuire la bellezza delle quattro arie di cui è responsabile. È un vero peccato, perché il resto del cast è perfettamente all’altezza del compito. Il soprano Olga Pasichnyk canta con espressione ed eleganza, forte anche di una voce fresca e di bel timbro. Notevole è anche la prova offerta dalla European Union Baroque Orchestra diretta da Roy Goodman. Quest’orchestra, fondata nel 1985, è composta da giovani al di sotto dei venticinque anni selezionati in tutta Europa, e viene ogni anno rinnovata. È finanziata dalla Commissione Europea e sponsorizzata dalla sede europea della Matsushita, cosa da segnalare data la rarità delle iniziative destinate dalle multinazionali alla promozione culturale. La giovane orchestra fornisce una prova eccellente, ben guidata da Roy Goodman, dimostrando duttilità, agilità nei tempi, grande precisione strumentale, buon equilibrio nei timbri e soprattutto una piacevole freschezza nella resa dei brani. In evidenza negli accompagnamenti delle arie gli strumenti a fiato, ma anche gli archi, soprattutto nelle musiche di scena di The Alchemist, spiccano per il suono insieme leggero e compatto. Dispiace che la Naxos abbia mancato l’occasione per documentare al meglio queste opere cruciali nella formazione handeliana, ma il CD è ugualmente consigliabile per quanto di buono contiene, e per la scarsità di edizioni di questi due lavori.

Daniela Goldoni

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