
BERIO
Ekphrasis (Continuo II) per orchestra (1996)
Coro per 40 voci e orchestra (1975/76)
Radio-Sinfonie-Orchester di Francoforte
Chor des Bayerischen Rundfunks
Lucas Vis, dir.
COL LEGNO
20038 1 CD 78'56
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Questo Cd della Col Legno raccoglie le recenti esecuzioni
di due grandi partiture beriane, una più conosciuta e vasta, Coro,
e una recentissima e qui per la prima volta pubblicata, Ekphrasis.
Il titolo di quest’ultimo non rimanda, secondo le note del Cd alla
descrizione letteraria di un quadro, ma all’originario significato
greco di espressione. Tuttavia il brano beriano, nel suo flusso
ininterrotto di suoni, agitato da punte di effervescenza e da risacche
dolci, sembra – come notato da più parti – una perfetta ipotiposi
(vivida descrizione) musicale del mare. Colpisce in questo brano la sagacia
con cui Berio sembra mantenere fissa l’inquadratura su uno stesso
paesaggio sonoro, demoltiplicando le possibili illuminazioni, dando rilievo
ora ai bagliori veri e propri, ora all’intersezione complessa dei
raggi, ora con degli effetti di materia, dove emergono straordinarie iridescenze.
Questa diffrazioni di attori luministico-musicali diviene vastissima prospettiva
cosmica sull’umoralità e sui gesti inattesi del mondo, la sua meteorologia.
La maestria nell’uso dei colori strumentali e sulla sovrapposizione
di onde ritmiche e armoniche è davvero notevole. Va notato tuttavia come
questi formanti, dati da un flusso sequenziale di suoni rotto da improvvisi
gesti drammatici, sono oramai tipici delle composizioni beriane da molti
anni. Il pensiero musicale di Berio, pur sintesi di tante esperienze artistiche
e non solo musicali, pur perfettamente consapevole del passato e della
recente esperienza avanguardistica, non di meno sembra non saper fuoriuscire
dal suo guscio solido in cui ha trovato riparo, come se non vi fosse una
agitazione espressiva che spingesse la necessità musicale oltre il già
raggiunto. Non che Berio si sia ritirato in un raffinato artigianato musicale,
ma non meno la sua coerenza e sperimentazione sembra oramai priva di nuovo
ossigeno. Per tale ragione forse la musica di Berio pare oggi meno stimolante
d’un tempo e forse improvvisamente più sostenibile da chi difende
un tradizionalismo musicale - certo per un’incomprensione di fondo,
visto che non si può attribuire alla musica di Berio nessuna aura nostalgica,
di "ritorno all’ordine". In ogni caso Ekphrasis,
evoluzione di un Adagio scritto all’inizio degli anni Ottanta,
resta tra le opere più apprezzabili dell’ultimo Berio, soprattutto
se paragonate all’irrisolutezza delle ultime opere liriche.
Maestosa e complessa partitura, Coro, con i suoi
sessanta minuti, si pone come uno dei vertici espressivi del maestro di
Oneglia negli anni Settanta. Emerge la straordinaria capacità di sintesi
di Berio, tra stilemi folclorico-popolari, classici e avanguardistici,
ma anche la sagacia negli equilibri tra momenti dolcemente cameristici
e le esplosioni di rara potenza corale e orchestrale. La registrazione,
pur dal vivo, mantiene una perfetta distinzione tra i timbri strumentali
e vocali, il che consente di percepire con chiarezza la complessa intelaiatura
che compone anche i momenti più magmatici. In questo senso l’edizione
della Col Legno risulta persino preferibile a quella pubblicata a suo
tempo dalla Deutsche Grammophon. Del resto, Berio ha concepito dei precisi
equilibri acustici tra strumenti e voci, tanto che ad ogni strumento è
associato un cantante in una precisa posizione dello spazio: l’esecuzione
diretta dall’olandese Lucas Vis rende perfettamente questo policentrismo
delle sorgenti sonore, permettendo alla Radio-Sinfonie-Orchester di Francoforte
di raggiungere un suono di traslucido nitore.
Tenendo conto che Ekphrasis è qui diretta dallo
stesso Berio, possiamo accogliere questa edizione Col Legno come uno dei
più importanti Cd pubblicati per accedere alla musica beriana degli ultimi
venticinque anni. |