BYRD
Brani da The Great Service, Cantiones Sacrae, Gradualia, Tre Messe Cattoliche, Messa a Tre, ecc.
Laudantes consort
Guy Jannsens, dir.
ARSONOR
010-2
1 CD
65'35

***

Questo interessante CD pubblicato di recente dall’etichetta Arsonor e dedicato alle opere di William Byrd apre nuove prospettive sull’utilità e sul significato delle antologie. Sempre meno frequenti nella moderna discografia, le antologie sembravano aver perso attualità, soprattutto perché nella maggior parte dei casi si limitavano ad offrire esempi scelti senza molta coerenza, generalmente ai fini di dimostrare la bravura di un interprete. Questo CD si pone in una prospettiva diversa, e in qualche modo innovativa. Appartiene infatti ad una collana di dodici cd, tutti dedicati alla grande polifonia medioevale e rinascimentale, con l’ambizione di focalizzare l’opera degli autori prescelti in una ampia prospettiva storica. Le note di copertina, ad esempio, sono aperte da una citazione dello stesso Byrd e chiuse da un’altra di John Donne, suo contemporaneo, mentre la scelta di un affresco di Giotto per il frontespizio viene ampiamente motivata, in quanto chiaramente fuori epoca. Questo CD, ottavo della serie, è anche il primo di tre scelti per rappresentare "I tempi dell’incertezza", ovvero i travagli che sconvolsero l’Europa Occidentale ai tempi dei conflitti religiosi. In questo senso la figura di Byrd è certamente tra le più significative: profondamente cattolico, scrisse numerose opere anche per la chiesa anglicana riformata ma non rinunciò mai alla propria fede, continuando a comporre messe ed altre opere di impronta cattolica destinate a piccoli gruppi di fedeli. Le scelte operate da chi ha compilato questa antologia risentono dei limiti di chi si trovi a condensare in poco più di un’ora un’opera corposa e di lungo periodo. La raccolta tende a testimoniare sia la produzione anglicana che quella cattolica, cerca di dare una successione cronologica che dimostri la progressione di Byrd da uno stile polifonico ricco e articolato ad uno stile sempre più semplice, scritto per organici molto ridotti. Il tutto con l’ambizione di contestualizzare un autore nella sua epoca storica. Non neghiamo che l’intento sia stimolante, e che la conoscenza del pensiero musicale dell’epoca si dimostri illuminante per comprendere un periodo complesso come quello della Riforma protestante. Riteniamo anche che un progetto come questo si ponga perfettamente nelle tendenze storiografiche più moderne che tendono a inserire gli eventi storici in quanti più contesti possibili, in questo senso la collana di Arsonor potrebbe contribuire molto allo studio della storia anche in ambito scolastico.

I brani contenuti nel CD coprono un periodo di circa trent’anni: alcuni inni, estratti da The Great Service, dalle Cantiones Sacrae, dai Gradualia, dalle Tre Messe Cattoliche. Un brano di discrete proporzioni e di rara esecuzione, le Lamentationes Hieremiae, è pubblicato integralmente e ci risulta sia l’unica versione esistente in CD; del resto il brano è talmente interessante e ben interpretato da giustificarne da solo l’acquisto. All’epoca di Byrd molti compositori, tra cui Lasso, Morales, Victoria, Tallis, Palestrina, si erano dedicati alle Lamentatione Hieremiae, e la versione di Byrd aggiunge un importante contributo a questo che potrebbe configurarsi con un vero e proprio "genere" dell’epoca. L’interpretazione che ci propone il Laudantes Consort è molto efficace. L’equilibrio tra le sezioni vocali è sempre calibrato con estrema attenzione; se a volte alcune sezioni sembrano prevalere e apparire in primo piano, ciò avviene per fini puramente espressivi, senza mai spezzare il flusso del suono, il decorso della trama polifonica. Oltretutto è difficile ascoltare un coro con sezioni tutte così perfettamente timbrate, ben ripartite e ottimamente bilanciate come spessore vocale. Il direttore Guy Janssens mostra molta attenzione per lo spirito dell’opera più che per la resa della scrittura musicale fine a se stessa, seguendo in questo una prospettiva interpretativa assai moderna e sensibile, nonché attinente alla linea compositiva di Byrd così modellata sulle parole, costruita sulle note centrali e aliena da ogni virtuosismo. I tempi molto agili, l’emissione priva di compiacimenti estranei al significato e allo stile dell’opera, uniti ad una forte tensione narrativa costituiscono la cifra più significativa di questo ensemble, che raggiunge esiti strepitosi nel pastiche tratto dalle tre messe. Queste ultime vennero composte per alcuni circoli di nobili cattolici che non avevano rinunciato alla propria fede nell’Inghilterra anglicana; esse furono pensate per organici ridotti in quanto spesso venivano eseguite in piccole cappelle di famiglia e, dato che spesso dovevano essere cantate anche da dilettanti, non presentano particolari difficoltà vocali. Con una scelta alquanto bizzarra i curatori dell’antologia hanno ricreato per questa edizione discografica una sorta di "messa ideale" composta da Gloria e Sanctus, tratti dalla Messa a Tre Voci, Credo, tratto dalla Messa a Quattro Voci e da Kyrie e Agnus Dei, tratti dalla Messa a Cinque Voci. Malgrado il carattere incompleto e frammentario di una simile scelta editoriale l’esecuzione è davvero convincente. Con molto gusto e senso stilistico Janssens opta per un’esecuzione "a parti reali", affidando cioè ogni voce ad un solo interprete, scelto tra i cantori del Laudantes Consort. Il risultato è incantevole, si ascolti per questo il Gloria della Messa a Tre Voci, affidato ai bravissimi Michèle Massima, Joris Bosman e Conor Biggs. Non solo hanno tutti e tre una voce molto bella, non solo cantano con precisione assoluta, ma riescono a dare di questo brano una lettura di tale altissima astrazione da renderlo sospeso in un tempo indefinito. Non ci resta che auspicare che i Laudantes Consort procedano al più presto ad una incisione integrale delle tre messe di Byrd, considerando che, al momento, sul mercato discografico non c’è nulla di paragonabile a questa interpretazione.

Daniela Goldoni

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