CARISSIMI
Motets
Ensemble solamente
Jennifer Ellis, Noémi Kiss, soprani
Igor Davodovich, arciliuto e tiorba
György Vashegyi, organo e clavicembalo
HUNGAROTON
HCD 32033
1 CD
67’45

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Questa interessante novità discografica della Hungaroton ci offre un’ampia scelta tra i mottetti composti da Giacomo Carissimi (1605-1674), quasi tutti in prima registrazione mondiale. Carissimi è noto soprattutto per aver formalizzato e diffuso l’oratorio latino, genere che, attraverso il suo insegnamento presso il Collegium Germanicum di Roma, conoscerà una vasta popolarità in tutta Europa. Carissimi rifiutò sempre di abbandonare Roma, anche a fronte di offerte vantaggiose tra cui la carica di Maestro di Cappella di San Marco a Venezia, ma accolse nella sua scuola molti allievi anche stranieri, tra i quali Marc Antoine Charpentier, il suo epigono più famoso. La sua attività si svolse quasi esclusivamente nella chiesa di Sant’Apollinare, cui era annesso il Collegium Germanicum, ma compose anche diversi oratori per l’Arciconfraternita del SS. Crocifisso, che godeva dell’appoggio dell’aristocrazia romana e che commissionava lavori da rappresentare soprattutto durante la Quaresima. Tutte queste istituzioni erano emanazione della Compagnia di Gesù, che in quegli anni di piena controriforma godeva di un enorme potere politico all’interno dello Stato Pontificio. I gesuiti operavano per la difesa e la diffusione missionaria della fede cattolica anche attraverso manifestazioni propagandistiche come le sacre rappresentazioni, in particolare quelle dell’Arciconfraternita erano diventate così rinomate che per i viaggiatori stranieri in visita a Roma era quasi un obbligo mondano assistervi.

I testi dei mottetti, ricavati dalle Sacre Scritture, sono delle parafrasi composte in un latino semplice e con molte integrazioni metriche che ben si prestano allo sviluppo di melodie e di frasi musicali a volte di carattere imitativo. La finalità ideologica invece è quella di esprimere un cristianesimo trionfante, intriso di certezze e di intenti moraleggianti. É una musica che non conosce il dubbio e la riflessione, certa della grandezza di Dio e delle ragioni forti dei suoi ministri in terra.

In questo senso il lavoro svolto dall’Ensemble Solamente è perfettamente riuscito, soprattutto per quanto riguarda la parte vocale. Jennifer Ellis e Noémi Kiss hanno entrambe delle bellissime voci, favorite da un’emissione tecnicamente perfetta eppure così fluida da apparire quasi naturale, senza le durezze e i vincoli che a volte affliggono le voci "impostate". Interpretano melodie che, per quanto magistrali nel loro sviluppo, sono di fruizione immediata e comunicano con semplicità i loro chiari assunti. Nei mottetti a due voci mostrano una particolare felicità di fusione, con timbri che si sposano perfettamente pur mantenendo ciascuno la propria peculiarità, apprezzabile soprattutto nei brani in eco. Si ascolti a questo proposito O dulcissimum Mariae nomen, in cui le due giovani interpreti sembrano cantare rapite e sospese nell’aria proprio come i tre angeli che appaiono nella copertina del CD. Meno interessanti gli accompagnamenti di Igor Davidovcs (tiorba e arciliuto) e di György Vashegyi (organo e clavicembalo), forse penalizzati da una registrazione che enfatizza le voci a scapito degli strumenti, e che, con un gusto un po’ datato, eccede nei riverberi, impastando leggermente il suono. Complessivamente ci sembra che questo CD testimoni in modo esauriente e con stile convincente una parte poco frequentata del lavoro di Carissimi, offrendo non solo una occasione di approfondimento non trascurabile nello sviluppo della musica del Seicento, ma anche un’ora di ascolto più che gradevole.

Daniela Goldoni

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