BEETHOVEN
Fidelio
Florestan: J.F. West
Leonore: E.-M. Bundschuh
Rocco: R. Hagen
Marzelline: C. Höhn
Jaquino: F. Portari
Don Pizarro: A. Dohmen
Don Fernando: A. Kohn
Orchestra e Coro del Teatro La Fenice
I. Karabtchevsky, dir.
Teatro La Fenice

2 CD

***

Un’opera come Fidelio rischia continuamente il fallimento se non viene affrontata con intelligenza. È un capolavoro tanto sublime quanto costellato di ostacoli, non ultimo la difficoltà della scrittura vocale che anche il più inossidabile dei cast fatica ad affrontare senza intoppi. Molte volte, anche in tempi molto recenti, abbiamo assistito a grandiosi dispiegamenti di energie e di talenti condurre a risultati niente più che modesti. È un’opera che richiede un’ottima compagine orchestrale, un coro in grado di assurgere a personaggio in quanto titolare di uno dei momenti topici della vicenda, nonché di un gruppo di interpreti vocali credibili nella resa dei personaggi e nelle modalità di restituzione del testo. È fondamentale che pronuncia e fraseggio risultino ineccepibili: sarebbe impensabile ai giorni nostri un Fidelio funestato da intonazioni del tedesco men che esatte, ne andrebbe a scapito la stessa credibilità dei personaggi. Pur non trattandosi di un’interpretazione eccezionale, il Fidelio restituito da questa registrazione live possiede, secondo noi, molti dei requisiti che rendono soddisfacente un’esecuzione di quest’opera. Il punto di forza è costituito dal direttore, Isaac Karabtchevsky, che instaura un giusto equilibrio tra orchestra e il palcoscenico, senza mai sacrificare la resa drammatica alla ricchezza della scrittura orchestrale. La sua direzione, elegante e di ottimo gusto, riesce miracolosamente a trovare ogni volta i tempi più giusti, e a ricreare quel rapporto perfetto tra pause e flusso delle frasi musicali che fa emergere i tanti "miracoli" contenuti in quest’opera con la sensibilità e la tensione che meritano. L’attenzione non cade mai, e nessuna attesa rimane delusa. Il cast è abbastanza omogeneo, soprattutto è caratterizzato da un serio lavoro di scavo sui personaggi e, se vocalmente emerge più di una difficoltà, la credibilità complessiva che conferisce alla vicenda ripaga ampiamente di qualche defaillance. Il coro del Teatro La Fenice, diretto da Giovanni Andreoli, riserva molte buone sorprese e non poche emozioni, dando vita ad un "Coro dei prigionieri" dolcissimo e struggente, veramente all’altezza di ogni migliore aspettativa. L’orchestra si dimostra non solo più che corretta, ma ricca di colori, morbida e precisa anche nelle parti più scoperte. Siamo già nel tendone del Palafenice che, come si sa, non è propriamente un miracolo di acustica. La registrazione è comunque buona e permette di dare con buona approssimazione il senso della serata.

Daniela Goldoni

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