
BEETHOVEN
Fidelio
Florestan: J.F. West
Leonore: E.-M. Bundschuh
Rocco: R. Hagen
Marzelline: C. Höhn
Jaquino: F. Portari
Don Pizarro: A. Dohmen
Don Fernando: A. Kohn
Orchestra e Coro del Teatro La Fenice
I. Karabtchevsky, dir.
Teatro La Fenice
2 CD
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Un’opera come Fidelio rischia continuamente
il fallimento se non viene affrontata con intelligenza. È un capolavoro
tanto sublime quanto costellato di ostacoli, non ultimo la difficoltà
della scrittura vocale che anche il più inossidabile dei cast
fatica ad affrontare senza intoppi. Molte volte, anche in tempi molto
recenti, abbiamo assistito a grandiosi dispiegamenti di energie e
di talenti condurre a risultati niente più che modesti. È un’opera
che richiede un’ottima compagine orchestrale, un coro in grado di
assurgere a personaggio in quanto titolare di uno dei momenti topici
della vicenda, nonché di un gruppo di interpreti vocali credibili
nella resa dei personaggi e nelle modalità di restituzione del testo.
È fondamentale che pronuncia e fraseggio risultino ineccepibili: sarebbe
impensabile ai giorni nostri un Fidelio funestato da intonazioni
del tedesco men che esatte, ne andrebbe a scapito la stessa credibilità
dei personaggi. Pur non trattandosi di un’interpretazione eccezionale,
il Fidelio restituito da questa registrazione live possiede,
secondo noi, molti dei requisiti che rendono soddisfacente un’esecuzione
di quest’opera. Il punto di forza è costituito dal direttore, Isaac
Karabtchevsky, che instaura un giusto equilibrio tra orchestra e il
palcoscenico, senza mai sacrificare la resa drammatica alla ricchezza
della scrittura orchestrale. La sua direzione, elegante e di ottimo
gusto, riesce miracolosamente a trovare ogni volta i tempi più giusti,
e a ricreare quel rapporto perfetto tra pause e flusso delle frasi
musicali che fa emergere i tanti "miracoli" contenuti in
quest’opera con la sensibilità e la tensione che meritano. L’attenzione
non cade mai, e nessuna attesa rimane delusa. Il cast è abbastanza
omogeneo, soprattutto è caratterizzato da un serio lavoro di scavo
sui personaggi e, se vocalmente emerge più di una difficoltà, la credibilità
complessiva che conferisce alla vicenda ripaga ampiamente di qualche
defaillance. Il coro del Teatro La Fenice, diretto da Giovanni
Andreoli, riserva molte buone sorprese e non poche emozioni, dando
vita ad un "Coro dei prigionieri" dolcissimo e struggente,
veramente all’altezza di ogni migliore aspettativa. L’orchestra si
dimostra non solo più che corretta, ma ricca di colori, morbida e
precisa anche nelle parti più scoperte. Siamo già nel tendone del
Palafenice che, come si sa, non è propriamente un miracolo di acustica.
La registrazione è comunque buona e permette di dare con buona approssimazione
il senso della serata. |