MAHLER
Lieder "Aus des Knaben Wunderhorn"
Anne Sophie von Otter, mezzosoprano
Thomas Quasthoff, baritono
Berliner Philarmoniker
Claudio Abbado, dir.
DEUTSCHE GRAMMOPHON
4596462
1 CD

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Dopo essere giunto all’integrale delle sinfonie di Mahler, il percorso interpretativo di Claudio Abbado viene ulteriormente approfondito e completato da quest’ultima incisione dei Lieder "Aus des Knaben Wunderhorn", che testimoniano l’intenso lavoro analitico svolto sulle partiture del compositore boemo. Il direttore milanese che, lo ricordiamo, è stato uno dei fautori della Mahler-renaissance, ha iniziato ad incidere le sue sinfonie una ventina di anni fa ed alcune di esse sono state anche riprese recentemente (la Prima, la Seconda e la Quarta), segno della profonda meditazione con la quale è stata affrontata l’interpretazione dell’intera produzione mahleriana.

Dopo aver cercato di scrivere da solo i testi delle proprie composizioni, Mahler si imbatté in questa raccolta di poesie di origine popolare curata da Bettina Brentano e da suo marito Achim von Arnim: il musicista trovò qui riassunti alcuni dei temi a lui più cari e riuscì così a concentrare in questo ciclo tutti i tratti caratteristici della sua poetica, creando una summa di elementi musicali che diverranno parte integrante soprattutto delle sue prime quattro sinfonie. Ma i Wunderhorn non sono in alcun modo da considerarsi come abbozzi preparatori delle gigantesche sinfonie, ed anche nel caso in cui l’inserimento riguardi un intero Lied, esso risponde sempre ad un progetto complessivo, nel quale non appare mai come un corpo estraneo, contribuendo, anzi, a creare dei veri e propri punti di riferimento per la comprensione di tutta l’opera.

Una delle conseguenze di questo modo di procedere è che il compositore corra il rischio di essere troppo esplicito, e proprio per questo si è parlato molto dei significati extramusicali presenti nella musica di Mahler. Tuttavia la conoscenza dei Lieder offre la possibilità di "leggere" l’intero "corpus" della produzione del musicista boemo riconoscendo, all’interno delle sinfonie, gli stessi stati d’animo e le stesse atmosfere presenti nei testi.

I temi letterari del Wunderhorn scelti da Mahler riguardano amori impossibili per il disinteressamento o la partenza di uno degli amanti, canti di soldati in guerra e lontani da casa, idilli e filastrocche apparentemente senza senso: i temi delle poesie, che mettono in scena una schiera di miserabili e rinnegati, appaiono tutti collegati tra loro in una serie di infiniti e complessi rimandi in cui anche i Lieder più brevi, con le loro storie simili alle filastrocche acquistano un loro senso di straniante lacerazione. In questa organicità di contenuti, il tema dell’allontanamento dall’amata e la condizione del soldato simile a quella del viandante sono elementi che fanno pensare subito ad uno dei cicli più famosi della tradizione liederistica, Die Winterreise; il Wunderhorn mahleriano possiede sicuramente molte affinità con il ciclo schubertiano e, come quest’ultimo, dovrebbe venire eseguito nella sua interezza perché non vada perso il significato complessivo.

L’accostamento non è esente da rischi poiché si potrebbe cedere alla tentazione di leggere il Wunderhorn in chiave romantica: questa nuova incisione non cade nella trappola, anzi, esclude questo tipo di lettura. Benché Abbado sia sempre impegnato a far sentire il peso della tradizione, la sua interpretazione si allontana dalla visione romantica e pone ancora una volta l’accento sulle prospettive aperte da Mahler sulla musica futura; in molti Lieder il direttore rallenta i tempi indugiando sui particolari e, soprattutto, "alleggerisce" il suono portando l’orchestrazione a dei livelli quasi cameristici. Lo stile di Abbado può talvolta apparire quasi asettico, ma è nostra opinione che proprio questo sia uno dei suoi punti di forza: egli affida i suoni alla dimensione più interiore, caricando di aspettativa l’ascolto ed allontanandosi dall’enfasi esteriore e fracassona di molti suoi colleghi.

Anne Sophie von Otter e Thomas Quasthoff sono perfettamente inseriti nella visione del direttore: ambedue non possiedono voci molto sonore, ma la loro principale preoccupazione è quella di dare risalto alla parola, nel più puro stile liederistico. All’interno delle concezione dell’accompagnamento orchestrale di Abbado i cantanti si trovano a loro completo agio e possono "porgere" ogni frase in modo adeguato e penetrante: Thomas Quasthoff, con la sua voce limpida ed una tecnica vocale che si avvicina alla recitazione, scolpisce la sgomento del soldato di fronte alla lontananza ed alla morte, senza gridi di disperazione ma col senso dell’amara rassegnazione.

Anne Sophie von Otter, con la consueta finezza interpretativa ed una voce intensa e vibrante, riesce nel difficile intento di svelare il senso dei Lieder più enigmatici, in Rheinlegendchen e in Wer hat dies Liedlein erdacht?.

Gianfranco Marangoni

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