PROKOFIEV
Romeo e Giulietta
Brani tratti dal balletto e dalle tre suite
Berliner Philarmoniker
Claudio Abbado, dir.
DEUTSCHE GRAMMOPHON
4534392
1 CD

*****

Benché Claudio Abbado avesse in repertorio la Suite di Romeo e Giulietta già da molti anni, solo ora esce su compact disc una interessante selezione del ballettto di Sergej Prokofiev con il direttore milanese alla testa dei Berliner Philharmoniker. A dire il vero dovremmo iniziare questa recensione con una tiratina d’orecchi alla Polygram italiana che ha deciso di commercializzare il disco nel nostro paese solo dalla metà di Marzo, mentre mi risulta che nel resto d’Europa fosse già nei negozi almeno dallo scorso Dicembre: misteri della distribuzione o forse colpa del mercato italiano troppo poco ricettivo, almeno così dicono, nei confronti della musica classica. Ritardi discografici a parte, questa incisione ha molti buoni motivi per non mancare nella discografia degli appassionati italiani, tedeschi o americani che siano.

Nei giorni in cui Abbado ha annunciato la sua intenzione di lasciare la direzione artistica della più prestigiosa orchestra del mondo allo scadere del contratto che lo lega ai “Berliner” fino al 2001, la pubblicazione di questa registrazione, effettuata nell’aprile del 1996, acquista un significato particolare: anzitutto perché è il frutto tangibile di uno dei più fortunati “cicli berlinesi” (quello dedicato a Shakespeare), le manifestazioni che collegano programmaticamente le stagioni musicali della Filarmonica con le altre attività artistiche e culturali di Berlino e che costituiscono anche una delle più interessanti innovazioni che caratterizzano l’era-Abbado; poi perché è possibile riscontrarvi una piccola summa del lavoro svolto in questi anni da orchestra e direttore e della loro reciproca crescita interpretativa.

Si coglie immediatamente come per il maestro italiano sia divenuto sempre più determinante un approccio unitario all’opera musicale. La dettagliata e analitica attenzione ai particolari strutturali e formali della partitura, caratteristica universalmente riconosciuta alle interpretazioni di Abbado (che aveva negli anni passati alimentato anche la critica di eccessiva “freddezza”), si rivela tutt’altro che finalizzata alla mera autocelebrazione o all’evidenziazione di taluni momenti enfatici o emotivamente intensi, ma viene messa al servizio del significato complessivo dell’opera, che sotto la sua bacchetta si trasforma quasi in un racconto musicale il cui sviluppo è tenuto costantemente insieme ed alimentato da una tensione vivissima. Questo atteggiamento è riscontrabile soprattutto nelle interpretazioni degli autori classici e romantici e raggiunge vertici innarrivabili, a mio avviso, nelle integrali delle sinfonie di Mahler (Deutsche Grammophon, 4470232, 12 cd), di Brahms (Deutsche Grammophon, 4356832, 4 cd), e nella recente incisione della Nona Sinfonia di Beethoven (Sony, SK 62634), ma si ritrova anche in questa registrazione di Romeo e Giulietta dove l’unitarietà della lettura di Abbado si fonda su una scelta di venti brani, operata personalmente dal direttore, estrapolati sia dal balletto completo, sia dalle tre Suite composte da Prokofiev, segno che si è voluto privilegiare un piano narrativo prestabilito e ben preciso.

Ci si chiederà allora: perché non le Suite intere, o addirittura: perché non il balletto completo? E’ il direttore che risponde implicitamente a queste legittime osservazioni nelle note di copertina del cd. “Ho innanzitutto scelto gli episodi che mi sembravano più significativi dal punto di vista musicale - scrive Abbado - inoltre, ho cercato di non togliere nulla di sostanziale all’originale tessuto drammaturgico, in modo da mantenere la trama shakespeariana nelle sue principali successive scansioni. Le stesse Suite di Prokofiev, infatti, pur rispondendo ad esigenze di maggior brevità e concentrazione rispetto al balletto completo, spesso escludono alcuni importanti episodi”. Ciò ha spinto Abbado ha disegnare un progetto che conciliasse la destinazione sinfonica delle tre Suite con lo sviluppo drammatico del balletto, dando il giusto rilievo al fitto tessuto motivico che attraversa e collega tutta l’opera: risulta in questo modo tracciato un ideale percorso narrativo che comprende tutta la gamma espressiva di cui si compone la partitura e che tocca l’intero arco emotivo presente nella vicenda shakespeariana dall’incontro al balcone tra Romeo e Giulietta al tragico epilogo.

Tale itinerario musicale e drammatico è sostenuto dalla Filarmonica di Berlino con una brillantezza timbrica ed un virtuosismo strumentale senza rivali. Aiutato da una registrazione che ne esalta le qualità dinamiche, il suono dell’orchestra raggiunge momenti di autentica esplosione e anche di leggerezza ai limiti dell’udibile, ma ciò che stupisce più favorevolmente è la chiarissima definizione timbrica delle sezioni strumentali che si avverte in ogni momento dell’incisione: dal fortissimo più fragoroso al pianissimo più raccolto. La brillante e originale orchestrazione di Prokofiev sembra fatta apposta per mettere in risalto le capacità tecniche dei musicisti berlinesi, sempre a disposizione dell’insieme, e soprattutto per far luce sulla nuova dimensione timbrica dell’orchestra, dieci anni fa assolutamente impensabile. Dal suono seducente, omogeneo e forse fin troppo estetizzante che certo escludeva, o confinava come marginali, simili partiture, si è giunti ora ad una brillantezza e trasparenza di colore e ad una maggiore versatilità che recupera il repertorio contemporaneo e prospetta nuovi orizzonti interpretativi nella lettura del repertorio classico-romantico.

A mio parere la collaborazione tra il direttore italiano e la prestigiosa orchestra tedesca ha dato e può dare ancora ottimi risultati come testimonia il nuovo contratto a lungo termine che Abbado e i Berliner Philharmoniker hanno firmato per la Deutsche Grammophon; si tratta di un contratto esclusivo (salvo qualche eccezione) che prevede, tra l’altro, il Falstaff di Verdi con Bryn Terfel, Des Knabern Wunderhorn di Mahler e la registrazione integrale dei Lieder orchestrali di Richard Strauss con Christine Schäfer e Anne Sofie von Otter. 

0

Associazione culturale Orfeo nella rete
http://www.orfeonellarete.it/
info@orfeonellarete.it
Designed by www.soluzioniweb-bologna.it