STRAVINSKI
The Rake's Progress
Registrazione live, 1 aprile 1986
Truelove, F. Federici
Anne, H. Walker
Tom Rakewell, F. Farina
Nick Shadow, R. Fredricks
Mother Goose, L. Brovida
Baba the Turk, D. Jones
Sellem, J. Dobson
Orchestra del Teatro La Fenice
J.L. König, dir.
Teatro La Fenice

2 CD

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Questa registrazione testimonia della ripresa di una delle grandi prime avvenute alla Fenice nel corso del secolo appena trascorso. Spicca in questa edizione, che si aggiunge ad una discografia non molto nutrita benché eccellente, dell’opera di Stravinskij, il ruolo dell’orchestra, in primo piano anche per un certo squilibrio nella presa del suono che penalizza il palcoscenico. Affidata ad un giovane direttore, Jan Latham König, dedito principalmente al repertorio del Novecento, l’orchestra si pone immediatamente come vero narratore e conduttore della vicenda, sottolineando gli eventi, anticipando i colpi di scena, disegnando e sostenendo le trame fittissime di parole contenute nel meraviglioso libretto di Auden. Se l’orchestra svolge brillantemente la sua parte, rendendo tutte le sfaccettature della partitura stravinskiana, meno riuscita è la composizione del cast, carente soprattutto nella parte maschile. Franco Farina, Tom Rackwell, ha una bella voce corposa e piena, che in teoria potrebbe anche adattarsi alla figura del protagonista. Purtroppo è italiano, e benché si sforzi di pronunciare l’inglese di Auden il più correttamente possibile, manca proprio di quella particolare intonazione, discorsività, accento che può ottenere solo un cantante di madrelingua. E quest’opera, se possibile più di qualunque altra, ha bisogno del sostegno di cantanti/attori in grado non solo di pronunciare correttamente, ma anche di recitare quello specialissimo inglese. Truelove, Franco Federici, è afflitto da problemi simili, e risulta in più incomprensibile. Non ottiene effetti migliori, benché anglosassone, Richard Fredricks, Shadow di scarsissimo impatto. Decisamente più in parte la componente femminile che vede, nei ruoli principali, due cantanti dedite al repertorio barocco come Helen Walker, Anne, e Della Jones, Baba the Turk. La Walker, un po’ esitante nelle battute iniziali, come del resto è normale in una rappresentazione teatrale dal vivo, sembra via via riprendere il senso del personaggio disegnando una Anne astratta e anche un po’ stralunata, ma senz’altro efficace. La Baba di Della Jones rende finalmente giustizia al libretto, riuscendo ad essere anche musicalmente molto precisa e convincente. Corretti gli altri interpreti, e buono il coro, soprattutto nella sezione femminile, vivace e coinvolgente.

Daniela Goldoni

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