XENAKIS:
Medea; Nuits; Knephas; Serment; A Colone
New London Chamber Choir
Critical Band
James Wood, dir.
HYPERION
CDA 66980
1 CD

Il Cd è integralmente dedicato alle musiche corali di Xenakis, coprendo un periodo della sua produzione che va dal 1967 al 1990. La raccolta non è affatto esaustiva, visto che Xenakis si è confrontato con la musica corale moltissime volte, fin dalle opere di apprendistato, precedenti a quella che viene considerata la sua opus 1: Metastasis del 1953. Ha utilizzato in maniera ardita il coro di voci bianche in Polla ta dhina (1962), fino a comporre la prima opera vasta per coro e strumenti nel 1964 per le Hietides da Eschilo. Dopo il capolavoro maestoso e complesso Oresteïa (1966), ha fornito ancora due opere straordinarie per coro l'anno successivo: Nuits e Medea. L'esecuzione del New London Chamber Choir di questi due lavori è davvero di ottimo livello; in particolare si è scelto una forte lucidità e precisione che consente all'ascoltatore di discernere perfettamente le strutture sonore soggiacenti; forse il prezzo di questa operazione è una certa freddezza, un certo distacco dal furore talvolta espressionista di Xenakis. Il nitore va un po' a scapito della drammatizzazione e forse anche la non irrilevante accelerazione nei tempi esecutivi (Nuits è eseguita in neppure 9 minuti, mentre esistono esecuzioni che sorpassano i tredici minuti) sembra alleggerire certe "grevità". Le scelte stilistiche del direttore James Wood meglio si adattano alle opere dell'ultimo periodo di Xenakis, quale Knephas (1990) per coro a cappella. Il coro a cappella sembra essere un organico che spinge Xenakis, forse caso unico, a confrontarsi o comunque a giungere più in prossimità delle ricerche di altri compositori: ascoltando queste opere si finisce, insomma, inevitabilmente per raffrontarle con Lux Aeternae o Drei Phantasien nach Friedrich Hörderlin di Ligeti (e le sue molte opere giovanili), con Omaggio a Luigi Nono di Gyorgy Kurtág, e così via.

Un peccato è che il CD non contenga tutti i brani di Xenakis per coro a cappella, lasciando fuori almeno Pour la paix (1981) e A Helène (1967): in questo senso poteva avere maggiore completezza.

In ogni caso si tratta di un'uscita discografica che va a coprire un vuoto e lo fa con degli esecutori di grande livello: per ricordare la bravura del New London Chamber Choir e del direttore James Wood basti, come esempio, ripensare al bellissimo CD, inciso nel 1995 per la Erato, dedicato ai magnifici lavori per voci e coro di Luigi Dallapiccola.

L'incisione è molto limpida e brillante; ne gode forse soprattutto il complesso intrigo timbrico di Medea, brano che grazie al CD Hyperion abbiamo riscoperto come una delle opere più affascinanti di Xenakis.

Pierluigi Basso Fossali

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