DU MONT
Grands motets:
Magnificat
Mater Jerusalem
Cantemus Domino
O flos Convalium
Nisi Dominus
Ricercar Consort
Choeur de Chambre de Namur
Valèrie Gabail
Carlos Mena
Jean-Francois Novelli
Arnaud Marzorati
Stephan MacLeod
Phlippe Pierlot
RICERCAR
RIC 202
1 CD
51'37

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Ecco un altro CD di musica "rara" che viene prodotto con il sostegno della pubblica amministrazione. In questo caso si tratta di una pubblicazione discografica della serie Musica Leodiensis, collana dedicata ai musicisti nati o attivi nell’area di Liegi. L’edizione della Ricercar è sostenuta della comunità francese della città di Namur, ed è la ripresa di una pubblica esecuzione al Festival de Wallonie, che si sviluppa per tutto il periodo estivo nelle più importanti città della zona vallone. È questa una scelta tipica del Belgio che in pratica offre due soli grandi festival (oltre a questo c’è quello delle Fiandre), che toccano tutti i centri della nazione concentrando in un’unica iniziativa tutti gli sforzi economici e organizzativi, garantendo un altissimo livello delle produzioni ed evitando quella dispersione di iniziative locali, tipiche dell’Italia, che finiscono per frammentare le risorse in iniziative di scarso respiro.

Fa piacere anche scoprire, nelle note di copertina del CD, un richiamo alla città di Namur che, legandosi ad iniziative culturali di alto livello, intende così promuovere la propria "immagine". Promozione che diviene parte attiva in questa incisione anche attraverso il Choeur de Chambre de Namur, che partecipa con molto onore a questa registrazione. Gli esempi, ormai molto numerosi, di sostegno pubblico da parte di diversi paesi europei (Spagna, Francia, Germania, Belgio) alla produzione di opere discografiche non sembrano al momento smuovere altrettante iniziative in Italia che sembra sempre più votata a deprimere, anziché a valorizzare, il proprio sterminato patrimonio culturale.

Henry Du Mont rientra nel progetto di Musica Leodiensis in quanto nacque a Liegi, ebbe la sua formazione come organista tra Maastricht e Liegi per poi compiere la propria carriera in Francia come maestro della Chapelle Royale a Versailles. Fu colui che formalizzò e diede un assetto definitivo al genere del Grand Motet, ed inoltre fece conoscere per primo in Francia l’uso del basso continuo. I suoi contemporanei e successori (Jean Baptiste Lully, Marc Antoine Charpentier, Michel-Richard Delalande) contribuiranno poi, ciascuno con le proprie peculiarità, allo sviluppo di questo genere tipicamente francese e legato all’assolutismo di Luigi XIV, che ben si identificava "nell’atteggiamento declamatorio, enfatico, eloquente che la musica sacra di corte – una musica sacra che apostrofa il sovrano dei cieli a tu per tu, con un’alterigia concessa soltanto ad un monarca-pontefice – assume nelle mani dei massimi musicisti della nazione" (Bianconi, 1982).

La struttura del Gran Motet prevede un organico impegnativo: un piccolo coro di solisti a 5 o a 6 voci, un grande coro a 5 voci ed un’orchestra d’archi sostenuta dal basso continuo. I cinque mottetti presentati in questo CD testimoniano in modo esauriente le possibilità della scrittura mottettistica, filtrate attraverso la sensibilità di Du Mont, forse il meno trionfalistico tra i frequentatori del genere, in grado comunque di passare da composizioni grandiose e di effetto (Magnificat) ad altre più legate alla parola e all’espressione degli affetti. Si veda a questo proposito un passo del mottetto O flos convallium, in cui il sereno fluire della musica su un testo che enumera le qualità della Vergine Maria si sofferma sulle parole et amarissimas suscipe lacrymas con un terzetto intriso di malinconia.

L’intepretazione di Philippe Pierlot, a capo del Ricercar Consort e del Choeur de Chambre de Namur, si distingue per equilibrio e sensibilità, uniti ad una cura del particolare che, anziché frammentare, sortisce in questo caso un effetto di grande omogeneità. La timbrica di soli, coro e orchestra è perfettamente calibrata e permette di distinguere con facilità le varie parti che non prevalgono mai l’una sull’altra neppure nei passaggi in cui è impiegato tutto l’organico. Si tratta di una lettura all’insegna della sobrietà, che si avvale di ottimi solisti e ben si attaglia allo stile composto, benché magniloquente, di Du Mont. Dispiace solo che la durata del CD sia veramente ridotta, poco più di cinquanta minuti, scelta veramente insolita in un periodo come questo in cui le case discografiche cercano di farsi perdonare i prezzi elevati se non altro aumentando la durata delle registrazioni.

Daniela Goldoni

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