FELDMAN
For Frank O’Hara
Bass Clarinet and percussion
De Kooning
Instruments I
New Millennium Ensemble
KOCH INTERNATIONAL
KICCD 7466
1 CD
60'00

***½

Questo cd raccoglie quattro lavori di Feldman, tutti già documentati da altre edizioni discografiche, che coprono quasi un ventennio della produzione feldmaniana (dal 1963 di De Kooning fino al 1981 di Bass Clarinet and Percussion). È certo vero che oramai quasi tutto il catalogo del compositore americano si trova comodamente in cd, ma alcuni brani più rari come Three Clarinets, Cello and Piano (1971), Between Categories (1969), First Principles (1967), Numbers (1964), The Straits of Magellan (1961) - per restare solo ai brani cameristici - dovrebbero essere obiettivo primario di queste recenti edizioni, consapevoli di situarsi all’interno di un’offerta già ricca.

Detto questo, questa serie di incisioni del New Millennium Ensemble non è affatto priva di coerenza: tutti i brani sono caratterizzati dalla presenza della percussione, che in Feldman assume la funzione di una sorta di carta assorbente verso cui tutti i suoni sono cupamente destinati. L’iterazione stessa del battito si stempera in una bituminosa coltre che riassorbe qualsiasi corsività (e quindi ritmo) del brano. Davvero, si può parlare in questo caso di tessuto sonoro, dato che l’oggetto musicale non fluisce, ma si concreta; tutt’al più tale tessuto può essere tirato, arrotolato, bagnato, ma resta sempre sé stesso. Altra caratteristica di questo tessuto musicale è la tendenza a stemperare ogni locale lucentezza in opacità e in ogni figura in alone debolmente visibile nell’ordito. È alla luce di questo “tappeto” sonoro - per carità ben lontano da quello che si intende solitamente in gergo - che il New Millennium Ensemble interpreta la musica feldmaniana. Una poetica dell’opaco, dell’assorbente che viene assunta soprattutto da Bass Clarinet and Percussion, tutto fondato su “gravi” percussioni, e che viene come proiettata anche sugli altri brani, forse meno pronti ad assecondarla in toto. Ma è in ciò, in questa omogeneizzazione, che osserviamo una prospettiva interpretativa da parte del New Millennium Ensemble, e del resto è più che legittima, confortata dai testi. Sono infatti evidenti in tutti i brani il prevalere dei toni gravi, la proliferazione di vibrazioni cupe che tendono a intercettare e smorzare qualsiasi accensione locale, la tendenza a offrire della catene di suoni discendenti. Il prodotto è quasi un ossimoro sonoro, visto che alla leggerezza del disegno musicale si affianca una pesantezza del risuonare, una precipitazione di qualsiasi slancio (se non nel flauto di Instruments I), una forza gravitazionale, come osserva David Preiser nelle sue note allegate al cd.

Eppure, rimangono dei dubbi su questa esecuzione del New Millennium Ensemble, soprattutto se si pensa a un capolavoro feldmaniano come De Kooning, così delicato da rendere le sue configurazioni - piene di cesellature, simmetrie, rime - tutte sul filo dell’impercettibile. La versione offerta da questo cd è come privasse in parte l’intensità del disegno musicale, della seduzione a significare che una nota attiva sull’altra. Eppure, il New Millennium Ensemble ravvicina le note, accelerando di minuti l’esecuzione di questi brani rispetto ad altre versioni pubblicate. Il tappeto musicale si fa come troppo materico e geometrico nel contempo, come avesse perso la memoria della mano che lo ha tessuto: ed sono infatti i valori affettivi(l’enunciazione sensibilizzata dei suoni) a risultare troppo diafani, diluiti in un regno oggettale.

Riconosciuto questo, si deve subito aggiungere che rispetto ad esecuzioni del The Barton Workshop, raccolte in un triplo cd della Etcetera (pessimamente inciso), per qualche anno rimaste uniche registrazioni di riferimento di certi brani feldmaniani, quelle qui offerte dal ensemble newyorkese non hanno nulla da invidiare, anzi. Un confronto più impari è casomai quello con le esecuzioni dell’Ensemble Avanguarde (Wergo 1996) e dell’Ensemble Recherche (Montaigne 1994). La musica Feldman è così facile, così difficile.

Pierluigi Basso Fossali

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