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Daniele Lombardi è un compositore e pianista
fiorentino, che si è dedicato anche a lavori musicologici di
grande interesse, tra i quali spicca decisamente la ricostruzione
della serie di composizioni nate attorno al movimento futurista.
Ne è nato tra l’altro un volume interessante quale Il
suono veloce- Futurismo e futurismi in musica, che il CD
qui recensito viene a porsi non solo come opportuno complemento,
ma come oggetto a partire dal quale rileggere la storia del
futurismo musicale.
Lombardi può essere ricordato come compositore
per Faustimmung, definito un "concerto intermedia"
per pianoforti, voce, violoncello e nastri magnetici (1987),
un vasto lavoro (70 minuti), collage di 10 pezzi autonomi, che
non manca di ricordare atmosfere futuriste, anche nel suo gioco
interartistico (si veda il CD pubblicato da Musica & Immagine
1994).
Di questa antologia pianistico-futurista pubblicata
dalla Col legno non si può certo contestare il lavoro storico-filologico
che ne sta alla base (del resto, non ne abbiamo gli strumenti).
È un’antologia indubbiamente preziosa, e largamente godibile
e stimolante. Tuttavia, rimane il dubbio che il materiale raccolto
valga più come documentazione che come florilegio di testi estetici
di effettivo valore. Inoltre, si fatica a comprendere di primo
acchito come certi brani possano rimandare in qualche modo alla
poetica futurista.
Insomma, alla soddisfazione di veder ricostruita
una sfaccettatura davvero poco conosciuta della musica italiana
di primo Novecento, si sostituisce presto la sensazione che
i pezzi recuperati non facciano che mettere in luce la stentata
ricerca in ambito nostrano di pensare un’avanguardia musicale.
Se ne ricava l’impressione talvolta di mal dissimulato
tradizionalismo, di effettismo ingenuo, di trasgressioni banali
e poco coraggiose. Non mancano di presentarsi un neo-arcaismo
modernista alla Satie (con tanto di predilezione per una musica
verticale), ma solo raramente l’infrazione delle regole
si fa decisa e interessante.
Una rivelazione molto stimolante è quella del lavoro compositivo di Alberto Savinio: Les chants de la mi-mort contengono asprezze e irruenze certo non consuete al tempo: lo spirito di provocazione si aggiunge a una fantasia compositiva davvero apprezzabile, che sottrae Savinio dal semplice assemblaggio contrastivo di formanti melodico-ritmici retoricamente affermati.
Su Silvio Mix (1900-27), autore di un Profilo Sintentico Musicale di F.T. Marinetti, non si può che rilevare un amore per le ampie concatenazioni accordali, nonché un’ispirazione decadentista lievemente fusa con la necessità locale di mostrareuna certa sprezzatura dei canoni consolidati. Ma è comunque difficile giudicare da questo grappolo sparuto di piccoli brani il valore di Mix, e in ogni caso la prematura morte impedisce ulteriormente qualsiasi messa a fuoco precisa della sua personalità artistica.
Forse è esagerato l’inserimento di un aforistico dittico di Casella (non contribuisce a far comprendere cos’è il futurismo). In effetti, il rischio è di porre sotto l’etichetta del futurismo tutto quello che per l’epoca suonava come poco convenzionale o eccentrico.
Fa piacere invece la presenza di un bel brano di Scelsi per pianoforte (Rotative del 1929), che nel suo andamento "macchinico" fa effettivamente pensare a una "città che sale" sull’onda del progresso tecnologico.
Talvolta i riferimenti al futurismo sono espliciti, come nei casi di Mortari e Casavola, ma è difficile intravedere negli esempi offerti dal CD dei documenti significativi e comparabili con la produzione avanguardistica in campo pittorico e letterario.
Aldo Giuntini (1896-1969), Chesimò (1908-1992), Daniele Napoletano) rappresentano una sorta di seconda, timida ondata di musica futurista: i loro brani sono delle piacevoli curiosità.
L’aggiungersi di un brano di Malipiero e
uno di Strawinsky, come "maestri" amati dai seguaci
del futurismo, completa questa preziosa edizione Col legno,
che non ha la pretesa di presentare dei capolavori, ma riesce
a mantenere sempre vivi l’interesse e il piacere dell’ascoltatore.
È per certi versi molto gustoso - lo riconosciamo - sentire
delle piccole eversioni, come il percuotere il pianoforte in
maniera eterodossa in Contraerei di Chesimò. Inoltre,
la varietà di stili e accenti di questo CD è tale che ne esce
un caleidoscopio di soluzioni espressive che complessivamente
sembrano comporre, proprio nel loro incrociarsi nella memoria,
un vero ritratto futurista. |