GUEDRON (circa 1565-circa 1620)
Le Consert des Consorts
Le Poème harmonique
Vincent Dumestre, dir.
ALPHA
019
1 CD
60'18

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Si può ormai affermare che ogni uscita della casa discografica Alpha costituisca una bella sorpresa, al punto che ci ritroviamo ad attendere ogni novità proveniente dalla casa francese con curiosità e aspettative positive. Sembra proprio che negli ultimi tempi le proposte più stimolanti provengano da editori piccoli, o specializzati, dell’ambito cosiddetto di "nicchia". In effetti sono proprio le piccole produzioni che ci permettono di scoprire autori poco frequentati, interpreti nuovi e giovani, che permettono di allargare le nostre prospettive al di fuori della monotonia di proposte delle major. Si scopre in questo modo un mondo vivace, originale, che si basa su artisti preparati e motivati che, il più delle volte, mostrano di aver messo a frutto con intelligenza il grande lavoro di ricerca sulla musica antica e barocca che ha caratterizzato tutti gli anni settanta e ottanta del novecento.

Questa registrazione, affidata a Le Poème Harmonique guidato da Vincent Dumestre, è dedicato a Pierre Guèdron, compositore francese attivo alla corte di Enrico IV e di Luigi XIII, che darà l’avvio, insieme ad altri suoi contemporanei, alla nascita del ballet e dell’ air de cour, la cui fortuna durerà in Francia per quasi tutto il diciassettesimo secolo. Guédron pubblicò sei libri dedicati agli airs e di questa grande produzione Dumestre propone una scelta abbastanza varia, a testimoniare la natura variegata del lavoro di questo compositore, capace di ispirarsi alle storie dei girovaghi per rielaborarle, o di scrivere arie amorose di natura più elevata, o di anticipare le grandi scene di invocazione degli inferi che avranno tanto successo da Jean-Baptiste Lully in avanti (Noires fureurs). I brani sono quasi tutti cantati, con l’eccezione di una Entrée de Luths di Robert Ballard e di un air strumentale di Guédron, affidate a consort di liuti e di viole da gamba. In particolare, secondo Georgie Durusoir e Vincent Dumestre, autori delle note di copertina, il brano di Ballard sarebbe uno dei primi esempi di sarabanda apparsi in Francia. I musicisti de Le Poème Harmonique interpretano questi brani con vivacità e brillantezza, trasmettendo il senso della danza in ogni nota, con una grande cura per le pause ed il fraseggio, indispensabili per dare respiro e gradevolezza a questi intermezzi. I brani cantati sono perfetti. Molto semplici dal punto di vista vocale, tutti basati su tessiture tutt’altro che ardite, si basano sullo spirito del testo e dell’umore che tendono a rappresentare: giocosi e grotteschi quelli di natura popolare (Dessus la rive de la mer, A Paris sur petit pont), dolci e languidi quelli di natura amorosa, che narrano di vicende più o meno felici o disperate, ma sempre con quel distacco e quella sottile ironia che ci permettono di non prenderli troppo sul serio.

Come per tutti i CD dell’Alpha, un’immagine in copertina ci guida a comprenderne lo spirito. In questo caso si tratta di un disegno di Daniel Rabel per il Grand Bal de la Douarière de Billebahaut, dato per il conte di Sassonia nel 1626: due cavalli trasportano delle chitarre, guidati da artisti girovaghi, a sintetizzare il senso di questa raccolta, sempre a metà tra le raffinatezze di corte e gli scherzi dei musicisti vagabondi. Con garbo ed eleganza Dumestre e Le Poème Harmonique ci guidano in questo mondo di corte del primo seicento francese, restituendone il clima e aiutandoci a comprenderlo in quelli che saranno i suoi grandiosi sviluppi per tutto il secolo a venire.

Daniela Goldoni

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