HANDEL
Arie e Lagrime
Arie da Rinaldo, Admeto, Tolomeo, Giulio Cesare, Amadigi, Agrippina
Sonate op.V n.1, n.2, n.4, n.5 (estratti)
P. Bertin, controtenore
A. Cambier, soprano
Mensa Sonora
Jean Maillet, dir.
ARION DISQUES PIERRE VERANY
PV 70022
1 CD

***½

Arie e lagrime è un CD antologico costruito con gusto e sensibilità attorno alla voce del controtenore Pascal Bertin, interprete di rilievo nel campo della musica barocca.

Il programma è dedicato all’esplorazione di alcune tra le più belle arie "drammatiche" del repertorio operistico handeliano, inframmezzate a sonate strumentali tratte dall’op. V dello stesso Handel.

A dire il vero non si tratta di un’operazione discografica del tutto originale (si vedano i due insuperabili CD di Andreas Scholl per Harmonia Mundi France e Decca), ma che ha comunque il merito di farci ascoltare, accanto a brani già noti, alcune "perle" meno conosciute di uno dei repertori quantitativamente e qualitativamente più cospicui della storia del teatro d’opera.

Il disco riserva momenti di intensa emozione, tra i quali il da capo della celebre "Lascia ch’io pianga", stupendamente abbellito da Bertin, e il duetto "Se il cor ti perde", con la partecipazione del soprano Anne Cambier.

Meno convincente ci sembra, invece, l’accompagnamento strumentale delle arie, affidato all’ensemble "Mensa Sonora": ridottissimo nel numero di esecutori e improntato ad uno stile austero ed intimistico, appare un po’ estraneo all’indole squisitamente teatrale di questi brani. L’atmosfera raccolta, tipica degli antichi trattenimenti musicali domestici, accentuata, tra l’altro, da un’acustica poco spaziosa, non intacca invece la resa delle belle sonate op.V, scelte quasi ad incorniciare e commentare con discrezione il percorso vocale offerto dalla registrazione.

Nel libretto, infine, è di particolare interesse la trattazione delle convenzioni retorico-musicali barocche applicate analiticamente ad alcune delle arie registrate: un prezioso aiuto per comprendere meglio quegli stilemi tipici dell’opera seria, nell’uso dei quali il "caro Sassone" fu maestro insuperabile.

Daniele Fracassi

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