DE' CAVALIERI
Lamentations
Le Poéme Harmonique
Vincente Dumestre, dir.
ALPHA
011
1 CD
62'44

***

Sotto il titolo di Lamentations di Emilio de’ Cavalieri la casa discografica Alpha riunisce in realtà quattro composizioni vocali e strumentali di autori diversi. Il periodo storico che li accomuna corrisponde alla seconda metà del Cinquecento, mentre l’ambito geografico è quello fiorentino e romano, qui rappresentato da Emilio de’ Cavalieri (circa 1550-1602), Paolo Quagliati (circa 1555-1628), Fabrizio Dentice (1539-1581) e Diorisio Isorelli (1544-1632) che collaborò con Cavalieri per la composizione delle Lamentationes Hieremiae Prophetae.

Un brano di anonimo, In te Domine speravi, apre il cd. Si tratta di un falsobordone, esattamente come il Miserere mei Deus di Dentice che chiude la raccolta. Il falsobordone consisteva in una pratica del canto liturgico diffusasi nel Cinquecento, che si esplicava nell’alternare a versetti eseguiti in modo salmodico, secondo le monodie gregoriane tradizionali, brevi frammenti corali a 3 o a 4 voci, armonizzando il canto fermo nota contro nota. Peccato non avere alcuna informazione su questo brano, arricchito con dissonanze e arditezze armoniche molto suggestive. Il testo biblico, corrispondente al salmo XXX, è oggetto di abbellimenti inseriti su alcune parole, apparentemente senza intenzioni imitative, o espressive di particolari contenuti psicologici o di moti sentimentali. Il canto corale si alterna alla monodia, prefigurando un passaggio tra lo stile antico, polifonico, e lo stile recitativo, o monodia accompagnata, che inizierà ad affermarsi verso la fine del Cinquecento.

Le Lamentationes di Cavalieri comprendono alcuni versetti del testo di Geremia più alcuni responsori della Settimana Santa. L’accompagnamento strumentale varia negli organici, benché prevalga il consort di viole. Cavalieri scelse di musicare, secondo l’uso antico, le lettere dell’alfabeto ebraico che identificano i versetti biblici, affidandole al coro. È proprio nell’astrazione di questo "non testo" che l’autore esprime la ricerca più esoterica, raggiungendo gli esiti più sorprendenti. A seguire una voce solista intona il testo biblico, accentuando i toni drammatici ed esibendo uno stile declamato, in netto contrasto con la siderale astrazione evocata dal coro. Il Ricercar XIX di Quagliati si inserisce tra le Lamentazioni, rompendo in parte il filo narrativo dei salmi e dei responsori. Si tratta comunque di un brano molto suggestivo, affidato al consort di viole che si esprime con un suono pulito e ricco, benché una certa monotonia nella scelta dei tempi appanni in parte l’effetto complessivo dell’esecuzione. Il Miserere di Dentice che chiude il cd presenta continui contrasti tra lo stile salmodiante/gregoriano, una polifonia tormentata e dissonante ed un canto monodico senza apparenti regole se non l’eccentricità della linea melodica, ricca di abbellimenti e armonie imprevedibili.

Vincent Dumestre è a capo de Le Poeme Harmonique, compagine dotata sia dal punto di vista vocale che strumentale. I cantanti, oltre ad essere precisi ed intonati, e si sa quali difficoltà di intonazione comportino i testi di questo periodo, tesi come sono sul filo sottilissimo che separa la dissonanza dalla stonazione, dimostrano anche di conoscere bene la pratica del canto rinascimentale. Il tono però è sempre molto uniforme, nonostante le numerose sfumature possibili suggerite dal testo. Per una scrittura musicale tutt’altro che unitaria e convenzionale ci si sarebbe attesi un atteggiamento interpretativo meno distante e preoccupato della resa "tecnica" della partitura.

La casa discografica Alpha presenta questo cd in una elegante confezione di cartone, che mostra in copertina un particolare tratto da Le Jugement de Salomon (1649) di Nicolas Poussin. Una scheda posta all’inizio delle note di copertina motiva la scelta, e fornisce informazioni sul dipinto, di cui troviamo un’immagine completa all’interno. Un motto, ut pictura musica - la musique est peinture, la peinture est musique assume la veste di dichiarazione d’intenti e bisogna riconoscere che queste iniziative da parte delle piccole case discografiche si accolgono con piacere, in quanto opposte alla standardizzazione caratteristica delle majors e in quanto testimoni di una cura nelle scelte che conferisce una speciale unicità a queste produzioni. Non altrettanto curate sono le note relative ai brani musicali; in pratica si descrive solo l’opera e la figura di Emilio de’ Cavalieri, trascurando gli altri autori che, essendo meno conosciuti, avrebbero meritato un poco più di attenzione. È interessante invece apprendere che questo cd è il risultato della collaborazione con il Festival de Sablé, un festival barocco che si svolge nella seconda metà d’agosto a Sablé-sur-Sarthe, piccola città situata tra Les Mans e Angers, che concentra in pochi giorni parecchi concerti, tutti di ottimo livello.

Daniela Goldoni

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