LECLAIR - LOCATELLI
L’ange et le diable
Manfredo Kraemer, Pablo Valetti, violini
The rare fruits council
ASTRÉE NAÏVE

1 CD
68'08

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Nel settecento il culto della sfida e del dualismo in musica era assai diffuso, e suscitava interesse e clamore. Non mancano gli esempi famosi, uno fra tutti la sfida romana tra Georg Friedrich Händel e Domenico Scarlatti al clavicembalo e all’organo. Questo CD si ispira ad uno "scontro" realmente avvenuto alla corte di Kassel nel 1728 tra Jean-Marie Leclair e Pietro Locatelli, che il buffone del re sintetizzò assai bene dichiarando che Leclair aveva suonato come un angelo e Locatelli come un diavolo. In effetti la vita di questi due musicisti scorre sugli stessi binari temporali: nati a due anni di distanza l’uno dall’altro nell’ultimo decennio del Seicento, moriranno poi nello stesso anno, il 1764, Locatelli di morte naturale, e Leclair assassinato in circostanze mai chiarite. Leclair nasce in una famiglia di musicisti, e inizierà la sua carriera come ballerino dedicando però in seguito tutte le sue energie al violino. Era pertanto destinato a incontrarsi con colui che all’epoca veniva considerato uno dei più grandi virtuosi dello strumento, Pietro Locatelli. Quest’ultimo è unanimemente considerato il precursore di Niccolò Paganini soprattutto per i suoi 24 Capricci ad libitum, contenuti nell’Arte del violino op.3, una raccolta di dodici concerti nei quali le cadenze, due per concerto, sono inserite nei movimenti estremi di queste ultime (usanza che rimarrà anche nei concerti solistici del romanticismo). Ritroviamo una di queste cadenze, dal virtuosismo veramente strabiliante, nella Sonata in do maggiore n.4 op.8 contenuta in questa incisione. L’ascolto dei cinque brani proposti nel CD, una ouverture e due sonate di Leclair e due sonate di Locatelli, dimostrano la superiorità di Locatelli in queste composizioni; lo stesso Leclair del resto gli chiese di perfezionarsi sotto la sua guida dopo l’incontro di Kassel.

L’ensemble "The Rare Fruit Council" ci propone brani che coprono un arco temporale che va dal 1728 al 1753, per quanto riguarda Leclair, mentre le due Sonate tratte dall’op.8 di Locatelli sono datate 1744. Non sembra però che ci sia un particolare criterio nella scelta di un’opera piuttosto che un’altra, se non quello di mettere in mostra le due diverse anime e tecniche strumentali dei musicisti, qui incarnate dal primo violino dell’ensemble, Manfredo Kraemer (Leclair, l’angelo) e da Pablo Valetti (Locatelli, il diavolo). Da come ci appaiono nella foto di controcopertina sembrerebbero entrambi angeli, belli e sorridenti come due attori hollywoodiani. In realtà ci spiegano nelle note di essersi scambiati i ruoli: l’angelico Valetti nella parte del diavolo, e il diabolico Kraemer i quella dell’angelo. A noi sembra, più prosaicamente, che Valetti suoni meglio di Kraemer, e che per questo gli sia toccato il ben più ostico Locatelli.

Da un’idea originale e curiosa ci si aspetterebbe un esito altrettanto gradevole. Purtroppo rileviamo che i due interpreti affrontano questa "sfida" con eccessiva tensione, serietà e compunzione. Proprio non riescono a catturare la nostra attenzione se non in qualche particolare momento, come la cadenza della sonata in do maggiore di Locatelli, resa da vero virtuoso da Pablo Valetti. Per il resto il suono, insieme duro e gracchiante dei violini, risulta monotono, privo di dinamica e per nulla espressivo. Manca quella leggerezza, quello spirito divertito e anche quel distacco dalle difficoltà che sono un po’ la cifra della nuova generazione di musicisti impegnati nel repertorio barocco. Insomma, questi due interpreti ci sembrano un po’ troppo austeri: se da un lato non si compiacciono della propria bravura, dall’altro non ci fanno neppure divertire lasciandoci lontani dallo spirito di questa "sfida".

Daniela Goldoni

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