Lusatia Superior
650 Jahre Oberlausitzer Sechstädtebund
Musiche di Kamenz, Bautzen, Löbau, Zittau, Görlitz und Lauban
Ensemble Alte Musik Dresden
Bläser Collegium Leipzig
Ludger Rémy, organo e dir.
RAUMKLANG
RK 9802
1 CD
56'48

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La casa discografica Raumklang continua la pubblicazione di CD dedicati alla ricostruzione di eventi storici e di antologie finalizzate alla definizione di particolari aree geografiche appartenenti alla Sassonia, o relative alla corte di Dresda, grande capitale e ora capoluogo della regione. Il CD Lusatia Superior si inserisce in una collana dal titolo Paesaggi musicali sonori nel XVI e XVII secolo, di cui costituisce la seconda uscita. La documentazione che accompagna il CD è molto interessante; l’elegante confezione si apre su una antica carta geografica che mostra l’area che comprendeva la Lusatia Superiore, attuale Oberlausitz, una unione di sei città che ottenne, dal XIV secolo in poi, una notevole indipendenza economica e amministrativa dalle grandi corti che la circondavano, potendo contare su una posizione che la poneva al centro di importanti vie di comunicazione nel cuore dell’Europa. La regione, collocata tra l’alta Sassonia, la Boemia e la Slesia, presentava una identità molto forte, legata anche ad una elevata disponibilità finanziaria che permise, a tutte le sei città che la costituivano, di assumere musicisti in pianta stabile. Scorrendo le biografie, spesso scarne, dei nove musicisti presenti nell’antologia, si nota che quasi tutti si fermarono in Lusatia fino alla fine della loro vita, probabilmente a dimostrazione di una stabilità e tranquillità nel lavoro offerta dalle municipalità di queste sei città. Quasi tutti provenivano da aree limitrofe alla Sassonia, come la Turingia, la Slesia, la Boemia e la Baviera, ma alcuni erano anche autoctoni. I tredici brani raccolti nel CD testimoniano sia della produzione sacra che profana, che d’occasione, si veda in questo senso la suggestiva aria per soprano, basso e strumenti Ach, du hochbetrübtes Sachsen, composta nel 1680 da Erhard Titius (?-1681) per la morte del principe elettore Johann Georg II di Sassonia. Interessanti anche i quattro brani strumentali scelti tra la produzione di Johann Christoph Pezel (1639-1694), musicista autodidatta che, per l’originalità delle sue composizioni, è rappresentato più degli altri in questa raccolta. La necessità di dover testimoniare di due secoli di musica, di rappresentare le produzioni di sei diverse città e di dare conto sia dell’ambito sacro che profano pesa non poco sull’organizzazione di questa raccolta, il cui intento è sicuramente stimolante ma i cui risultati si limitano alla proposta di una serie di brani niente più che gradevoli. Resta però lo stimolo a indagare sul ruolo che la cultura, in questo caso la musica, ebbe in queste aree così storicamente definite benché di scarsa consistenza territoriale, a dimostrazione che anche la storia dell’espressione artistica può contribuire alla comprensione della storia economica e più generalmente legata a fatti e documenti materiali.

L’Ensemble "Alte Musik Dresden" e il "Bläser Collegium Leipzig" diretti da Ludger Rémy si esprimono a ottimi livelli esecutivi, garantendo come sempre l’alta qualità interpretativa dei complessi di Dresda, che, se da una parte non è sufficiente a consigliare l’acquisto di questo CD a chi non sia più interessato alla musica che alla storia, dall’altro mostra una volta di più come il CD stia conquistando nuovi spazi di divulgazione, dimostrandosi un ottimo strumento di approfondimento per la storia e la geografia storica.

Daniela Goldoni

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