LAWES
Consorts in four and five parts
Phantasm
CHANNEL
CCS 15698
1 CD
66'50

*****

Il consort di viole è un genere tipicamente inglese diffuso principalmente nella prima metà del Seicento. Si compone spesso di fantasie, arie e danze di corte, per strutturarsi in suite nel periodo più tardo. William Lawes (1602-1645) fu tra i compositori più prolifici in questo genere: il suo catalogo si compone di circa quattrocento pezzi strumentali affrontati con originalità e ricerca di soluzioni armoniche e melodiche nuove. Laurence Dreyfus, fondatore dell'ensemble di viole Phantasm, nelle note di copertina di questo CD definisce la musica di Lawes "imperscrutabile, bizzarra e anarchica" e descrive con ironia il suo sgomento la prima volta che la affrontò da vicino. Ci lancia anche un divertente ammonimento, mettendoci in guardia contro la dipendenza che può derivare da un’esposizione eccessiva alla consort music di Lawes. In effetti l’interpretazione che Phantasm offre di queste fantasie, arie e pavane è tutt’altro che destabilizzante. Il suono è forte, morbido, limpido, e linee musicali sono scandite con pulizia e chiarezza, tali da far risaltare con precisione tutte quelle dissonanze armoniche che in un contesto esecutivo meno curato apparirebbero semplicemente come effetto di una intonazione approssimativa. La preoccupazione di Dreyfus, esposta nelle brevi note di accompagnamento, di trovarsi di fronte ad un codice arduo da decifrare si trasforma in perfetta descrizione, facendo di un testo potenzialmente ostico un momento di riflessione stimolante sulle portata sperimentale che certe musiche rivestono in determinate epoche. I cinque set a 5 si compongono di tre o quattro parti ciascuno, scelte tra fantasie, arie e pavane, generalmente di breve durata. I cambi di ritmo e di melodia sono continui, data la frammentarietà delle composizioni, e il Phantasm in questo mostra una notevole fantasia nelle scelte dei tempi, delle dinamiche e nell’accentuare con fermezza i ritmi di danza. L’effetto complessivo è però tutt’altro che spezzettato, l’ora abbondante di musica contenuta in questo CD scorre come un continuum in cui curiosamente la ricerca di varietà esecutiva e interpretativa si trasforma in una lettura compatta ed esaustiva dell’opera di Lawes. L’incisione, ottima, asseconda la naturale bellezza del suono di questo giovane consort e permette di distinguere con facilità l’intrecciarsi delle linee melodiche e armoniche. Complessivamente questo CD, pur non essendo di facile fruizione per la peculiarità del genere che affronta, si pone come esempio talmente ben riuscito di interpretazione da trovare forse un varco tra i non specialisti o tra chi voglia farsi un’idea non banale o casuale di un particolare momento della storia musicale inglese.

Daniela Goldoni

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