Music for Philip of Spain
Musiche di Richafort, Guerrero, Lobo, Gombert, Des Pres, Las Infantas
Chapelle du Roi
Alistair Dixon, dir.
SIGNUM
SIGCD 005
1 CD
78'41

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Alcuni progetti discografici nascono senza un progetto del tutto chiaro, o meglio, forse ciò che è chiaro per chi li ha concepiti non lo è altrettanto per chi vi si accosta come fruitore. E’ il caso di questo CD dell’etichetta Signum Records, Music for Philip of Spain, pubblicato nel 1998 e ora in distribuzione in Italia. L’intento, come suggerisce il titolo, è quello di raccogliere musiche composte per Filippo II di Spagna; in realtà la gran parte delle opere contenute fa riferimento alle esequie per il re avvenute il 18 ottobre 1598, cinque settimane dopo la sua morte. Le note di copertina non contribuiscono a chiarire le scelte dei compilatori, che da una parte inseriscono, all’interno del Requiem di Jean Richafort, l’unico brano eseguito in occasione dei funerali del re, un graduale ed un tracto di Francisco Guerrero, dall’altra consigliano di ometterle per chi non volesse interrompere la successione dei numeri del Requiem. Compaiono anche un mottetto ed un Libera me di Alonso Lobo, sempre con libertà di omissione. Altri numeri di Nicolas Gombert, di Josquin des Pres e di Fernando de las Infantas completano la raccolta, contribuendo all’assortimento ma senza aggiungere unitarietà alle scelte. Ne risulta una sequenza piuttosto disordinata di musiche dedicate a Filippo II o al suo entourage, disposte però in modo del tutto irrazionale come riempitivo di una cerimonia funebre che tutto è fuorché ricostruita storicamente.

Chi ascolta si trova alquanto disorientato e poco aiutato non solo dall’improbabile impostazione storiografica, ma anche dalla lettura dei vari brani proposta dalla Chapelle du Roi, un coro londinese diretto da Alistair Dixon formatosi nel 1994 composto da sedici elementie e specializzato in musica sacra rinascimentale, che non fa molto per rendere distinguibili le diverse cifre stilistiche degli autori e le disparate occasioni per cui i brani presentati nel CD vennero composti. Si tratta di un complesso vocale dotato di una tecnica abbastanza solida, preciso nell’intonazione e negli attacchi, con belle voci e buon equilibrio tra le sezioni, ed anche la pronuncia latina è accurata. Purtroppo però la loro interpretazione denuncia una totale assenza di intenzioni, di comprensione del testo, di capacità di differenziare le occasioni e i toni. Il suono si mantiene sempre allo stesso livello, e così lo stacco dei tempi. In questo modo anche un incipit tanto straordinario quanto misterioso come quello di Nimphes nappèes di Josquin des Pres, inserito senza alcun valido motivo nella raccolta, passa nella totale indifferenza. L’incisione, molto sbilanciata sugli acuti, tende inoltre ad appiattire eccessivamente il suono che risulta così poco profondo e mal distribuito nello spazio. Ci duole dissentire dalla presigiosa Penguin Guide to Compact Discs che, con il suo "bollino giallo in copertina", ne certifica l’eccellenza, ma non vediamo alcuna buona ragione per acquistare questo CD, che nulla aggiunge alla comprensione del periodo nonostante le dichiarate ambizioni storiografiche.

Silvano Santandrea

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