Tango in Duo
La musica di Astor Piazzolla
Sebastiano Zorza, fisarmonica
David Giovanni Leonardi, pianoforte
Artesuono, rec. studio

1 CD
62'42

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Due musicisti lettori di Orfeo nella Rete, Sebastiano Zorza e David Giovanni Leonardi, ci inviano un CD autoprodotto in cui interpretano alcuni brani di Astor Piazzolla, e ci chiedono cortesemente di recensirlo.

Sebastiano Zorza è un fisarmonicista, mentre David Giovanni Leonardi è un pianista. Entrambi friulani, pongono nelle note di presentazione una citazione del loro conterraneo Pier Paolo Pasolini, che suona un po’ come dichiarazione d’intenti: "Bisogna bruciare per arrivare consumati all’ultimo fuoco, "e il bel disegno che illustra la copertina, due braccia allungate nel ballo, rossa quella maschile e nera quella femminile, su fondo nero, ben si adatta all’idea di tango come danza della passione. In realtà le scelte operate da Zorza e Leonardi sono molto sfaccettate, sia dal punto di vista antologico che interpretativo, e vanno al di là degli stereotipi legati al mito del tango. I brani scelti sono tra i più belli scritti da Astor Piazzolla, alcuni molto frequentati anche dai vari interpreti che si sono accostati alla musica di Piazzolla dopo la sua morte. È il caso di Milonga del Angel e Oblivion, affrontati sia da Gidon Kremer che da Al di Meola, mentre altri brani appartengono al repertorio più defilato di Piazzolla. Altri invece sono praticamente inediti, tant’è vero che si trovano con difficoltà anche nella ricchissima, benché terribilimente disordinata, discografia di Piazzolla. È il caso di Tango del diablo, Close your Eyes and Listen, Otoño Porteño, Meditango.

L’organico di piano e fisarmonica sembrerebbe scarno per rendere la ricchezza armonica della musica di Piazzolla, che dal canto suo si esibiva con complessi intorno agli otto, nove elementi. Diciamo subito che il suono che i due musicisti riescono a ottenere è straordinariamente ricco, grazie ad un equilibrio perfetto raggiunto dagli strumenti, e grazie anche agli arrangiamenti, scritti dagli stessi Zorza e Leonardi con esiti di rara eleganza ed efficacia. Zorza suona una normale fisarmonica che, se da un lato manca della ruvidezza e delle potenzialità evocative della voce del bandoneon, dall’altro ha una ricchezza timbrica più compiuta. Il gusto esecutivo di Zorza è molto raffinato ed evita accuratamente i facili effetti che potrebbero scaturire da una strumento come questo, e proprio nel suono secco e senza alcun compiacimento sta una delle cifre interpretative più convincenti di questo CD. La fusione con il pianoforte è molto riuscita, in un equilibrio in cui nessuno dei due strumenti ha mai il predominio, ma si alternano nella conduzione della linea melodica principale cercando continuamente le loro migliori potenzialità espressive. Le intenzioni interpretative sono molto varie, anche se in quasi tutti brani si avverte la formazione classica dei due musicisti. Particolarmente riuscita, in questa chiave, è la lettura contrappuntistica che viene data di Fuga y Misterio, che pone una nota di distacco e lontananza ad uno dei brani più coinvolgenti scritti da Piazzolla. Altri brani, fra tutti Close your Eyes and Listen e Invierno Porteño, sono invece resi con maggiore abbandono, insito soprattutto nel fraseggio, sempre sorvegliato ma con quel tanto di compiacimento per l’ampiezza della linea melodica senza il quale sarebbe impensabile affrontare i lavori del compositore argentino, insieme a quel particolare mood malinconico che, se non si possiede, è impossibile da inventare. Manca forse quella particolare dimensione urbana che forse il solo Piazzolla è stato in grado di trasmettere, quel legame profondo con la città che a nostro parere costituisce la caratteristica più interessante della musica del compositore argentino, che rimane comunque un punto di riferimento imprescindibile per l’interpretazione della sua propria musica, ma è anche difficile, e non sarebbe giusto, pensare di poter imitare quella particolare felicità creativa/interpretativa che nasceva e si nutriva di un luogo preciso e complesso come la città di Buenos Aires. Zorza e Leonardi mostrano diverse prospettive interpretative, privilegiando a volte la struttura melodica, altre ponendo in rilievo influenze jazzistiche, altre ancora cercando letture classiche, ma sempre in modo originale senza per questo scadere in immotivate eccentricità. Particolarmente complessa è la lettura di Meditango, uno dei brani più articolati e ricchi di prospettive compositive diverse, reso con sensibilità e varietà di intenzioni.

In conclusione, consideriamo questo Tango in duo una delle migliori antologie di musiche di Piazzolla attualmente in circolazione non solo per la scelta dei brani e per la riuscitissima intepretazione, ma anche per l’ottima qualità dell’incisione a dimostrazione che a volte le sorprese più belle si trovano al di fuori della grande distribuzione.

Daniela Goldoni

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