ROVETTA
Vespro solenne
Véspres vénitiennes pour la naissance de Louis XIV
Cantus Cölln
Konrad Junghänel, dir.
HARMONIA MUNDI FRANCE
HMC 901706
1 CD
74'39

***

Sempre più spesso negli ultimi tempi le case discografiche vanno alla ricerca di canovacci storici che giustifichino la pubblicazione di opere di raro ascolto. È il caso di questo cd dedicato ad un Vespro solenne di Giovanni Rovetta composto su commissione dell’ambasciatore di Francia a Venezia in occasione della nascita del Delfino Luigi XIV.

I Vespri vennero eseguiti nel 1638 in San Marco, dove Rovetta era vicemaestro di cappella, e dunque braccio destro di Claudio Monteverdi. Ora ci si aspetterebbe, come accade spesso per questo tipo di riesumazioni, una ricostruzione fedele della cerimonia, con tutto quello che venne effettivamente eseguito per l’occasione; in realtà ai brani originali sono state fatte aggiunte e sostituzioni. Probabilmente le scelte dei compilatori si sono orientate più a volerci dare un’idea il più possibile completa del lavoro di Rovetta in ambito sacro che non a riproporci l’intera produzione musicale per quell’evento specifico; a questo punto però avrebbero potuto rinunciare a farci credere, come da sottotitolo (Véspres solennelees vénitiennes pour la naissance de Louis XIV), che ci si trova di fronte ad una ricostruzione storica. Nell’ossatura del Vespro vengono inseriti alcuni mottetti a testimonianza della mano felice che Rovetta rivelava in questa espressione dello “stile moderno” concertante che coesisteva, in ambito sacro, con lo “stile antico” di derivazione palestriniana. Inoltre vengono inserite due sonate di Giovanni Battista Buonamonte (Mantova, ?- Assisi, 1642) senza che si faccia cenno di questo inserimento né nelle note di presentazione, né nella locandina. Solo un asterisco di dimensioni infinitesimali nella seconda di copertina ci avverte che le parti strumentali sono opera di Buonamonte e non di Rovetta.

Chi diffidasse di Rovetta, dopo tutti questi aggiustamenti e aiuti esterni, non sarebbe nel giusto. In realtà la musica contenuta in questo CD è più che gradevole, con spunti di originalità soprattutto nei mottetti e non troppi debiti nel confronti del maestro e principale Monteverdi. Certo l’attacco del Magnificat scivola pericolosamente verso la citazione del celeberrimo Duo Seraphim del Vespro della Beata Vergine dello stesso Monteverdi, ma Rovetta si riprende prontamente e inventa uno sviluppo tutto originale. L’organico impiegato in questo Vespro è di proporzioni ridotte (solo più tardi nel corso del XVII secolo l’ufficio dei Vespri assumerà dimensioni grandiose), ma l’intento celebrativo non ne viene sminuito, qui espresso più in termini di eleganza stilistica che di spettacolarità grazie al lavoro eccellente del Cantus Cölln. Alle prese con un testo brillante e di effetto, benché, come si è detto, non sempre originale nella concezione, il Cantus Cölln riesce a renderlo di grande interesse per la freschezza dell’approccio e per l’aderenza al clima di festa; il gruppo tedesco, per altro, spicca tra gli interpreti della nuova generazione per la capacità di trasformare il rigore  tecnico e stilistico in quella leggerezza, intesa nel senso alto del termine, che rende prezioso qualunque testo affrontino. Anche qui sfoderano un perfetto equilibrio timbrico tra qualità delle voci e strumenti. Questi ultimi, con il magnifico liuto di Konrad Junghänel (che ne anche il direttore musicale) in primo piano, suonano con continuità e fluidità, senza pause nella tensione, creando un flusso ininterrotto di musica che, unito alla perfezione di timbri e volumi, si estrinseca in una splendida naturalezza di emissione, laddove si vede un gruppo raggiungere con disarmante facilità quello che spesso è arduo per gli stessi solisti. A questo bisogna aggiungere l’ottimo livello dei cantanti, perfetti per stile vocale e gradevolezza di timbro, nonché tutti dotati di ottima pronuncia latina. E se, affrontando opere fondamentali di Johann Sebastian Bach ne hanno lasciato pagine definitive nella storia dell’interpretazione (si ascoltino i Mottetti incisi per la Deutsche Harmonia Mundi), alle prese con testi meno densi di istanze musicali, come nel caso di questo Vespro, riescono ugualmente a dare una eccezionale lezione di stile e gusto. È un peccato che a tanta cura sul piano musicale non ne corrisponda altrettanta sul piano della programmazione discografica.

Daniela Goldoni

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