SCHÜTZ
Der Schwanengesang
Dresdner Kammerchor
Ensemble Alte Musik Dresden
Hans-Christoph Rademann
RAUMKLANG
RK 9903-1/2
2 CD
58'45; 29'44

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Questo nuovo CD della Raumklang affronta un caposaldo della produzione di Heinrich Schütz, la sua opera ultima, che consiste nella realizzazione musicale del più lungo salmo della Bibbia, il CXIX, costituito da ben 176 versetti, cui il compositore aggiunse il Salmo C e un Deutsches Magnificat. Schütz lasciò per ultima questa immane impresa, che dedicò al Principe Elettore di Sassonia e pubblicò a Dresda nel 1671, un anno prima di morire all’età di ottantasette anni. Il CXIX era il Salmo preferito dal compositore ed era considerato dai protestanti l’ABC del buon cristiano. Si suddivide secondo le ventidue lettere dell’alfabeto ebraico, che Schütz raggruppò a due a due ottenendo undici mottetti eseguibili anche separatamente, con un organico composto da due cori vocali e otto strumenti che si sviluppa in un perfetto equilibrio tra parti cantate e parti strumentali. La scrittura musicale risulta molto compatta, con una aderenza al profondo senso religioso e di fede espresso dal salmista. Tuttavia non vi è una diretta corrispondenza tra parole e musica, in quanto l’idea, contenuta nel salmo, di obbedienza e di timore per le insidie causate dal male è piuttosto reiterata e con limitato potenziale "drammatico". Il filo conduttore è quello del rispetto della parola di Dio e della dignità cui assurge la musica nell’interpretarla. Il senso della saggezza illuminata della vecchiaia e della certezza nella fede traspare da questo grande lavoro di Schütz, il cui ascolto trasmette la maestria della scrittura musicale, qui al culmine della maturità.

L’approccio a quest’opera è un autentico viaggio spirituale, non tanto per i contenuti religiosi, cui si può essere più o meno sensibili, quanto per le riflessioni che provoca la tenacia di un grande maestro, ormai vecchio, che lascia per ultima l’impresa più faticosa, la messa in musica del salmo più lungo, dal quale trae anche il verso che vorrà inciso sul suo carro funebre: "sono canti per me i tuoi precetti nella terra del mio pellegrinaggio". Come spesso accade per le opere ultime di altri "grandi vecchi", anche questa di Schütz mostra una lucidità nell’uso della materia musicale ammirevole, molto ben resa dal giovane direttore Hans-Christoph Rademann alla guida del Dresdner Kammerchor e dell’Ensemble "Alte Musik Dresden". La loro interpretazione si caratterizza per leggerezza di suono e agilità di tempi, con una forte attenzione al testo che costituisce la linea guida di tutta l’esecuzione. Il coro sfiora le parole scandendole con chiarezza e vocalmente riesce a trasmettere, con la trasparenza dei timbri e la naturalezza dell’emissione, la profonda spiritualità del testo. L’equilibrio tra voci e strumenti è perfettamente calibrato, e la tentazione di cedere a facili effetti, esasperando l’esteriorità di una scrittura musicale così brillante, è accuratamente evitata.

Dispiace che la Raumklang, casa discografica di ottimo livello che anche in questo CD si avvale di una registrazione elegante e tecnicamente perfetta, fornisca note di copertina piuttosto carenti. In questo caso manca la traduzione del testo biblico, che viene stampata solo in lingua tedesca. Tutti noi abbiamo in casa una Bibbia, ma, se è vero che le note di presentazione vengono offerte in tre lingue, altrettanto si poteva fare per i versi di salmi e Magnificat. Come sempre la Raumklang si occupa molto della propria regione, la Sassonia, e degli autori che vi hanno lavorato. Schütz è il massimo maestro sassone, e questa nuova incisione del suo Schwanengesang è nata anche per richiamare l’attenzione sui lavori di restauro della cappella del palazzo reale di Dresda. Questo legame tra le sorti della città e della regione e gli artisti che vi operarono e vi operano tuttora ci sembra rappresentare una concreta possibilità per fare uscire la musica dalle nicchie ristrette in cui spesso è confinata, soprattutto in Italia. Certo occorrono una sensibilità e un rispetto della cultura inteso in senso lato e non epidermico e spettacolare che al momento in Italia sembrano essere quasi completamente scomparsi.

Daniela Goldoni

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