Operisti al piano - Pianisti all'opera
Musiche di Verdi,Persiani, Bellini, Thalberg, Liszt
Marco Sollini, pianoforte
Registrazione effettuata presso il Teatro Sperimentale di Ancona il 24, 25 e 26 agosto 2001
BONGIOVANNI
GB 51182
1 CD

Dopo le precedenti incisioni dedicate alle integrali pianistiche di Leoncavallo, Puccini, Giordano e Mascagni, il brillante pianista Marco Sollini prosegue il suo lodevole lavoro di ricerca e approfondimento della produzione strumentale degli operisti italiani, proponendo, sempre per la Bongiovanni, la registrazione completa delle composizioni originali per pianoforte di Verdi e Bellini. Si tratta, per la verità, di pochi brevi pezzi, i quali peraltro risultano di grande interesse, poiché portano alla luce un aspetto poco noto della personalità poetica di questi due grandi artisti. La scrittura pianistica di Verdi e Bellini è accomunata da una particolare cura verso la definizione di una autentica vena melodica di chiara ascendenza belcantistica. In queste piccole miniature, infatti, la ricerca di effetti drammaturgici lascia il posto ad un’espressività spesso intima, sommessa, ottenuta con una grande economia di mezzi: del pianoforte, quindi, non sono sfruttate appieno le potenzialità dinamiche, ma il risultato rimane comunque affascinante, grazie anche all'equilibrio e al gusto interpretativo di Sollini.

Il cd è impreziosito da due rarissime composizioni di Giuseppe Persiani (1799-1869), anch'egli operista, allievo di Niccolò Zingarelli (lo stesso insegnante di Bellini) ed attivo soprattutto a Parigi. La sua scrittura pianistica non si distanzia molto da quella di Verdi e Bellini e presenta comunque alcune interessanti caratteristiche di brillantezza e leggerezza di ascendenza Biedermaier, specie nelle Variazioni brillanti sul tema "La madre rea punisci" dalla Semiramide di Rossini, più complesse ed impegnative del breve "Gran Walzer".

Nella seconda parte del disco, agli "operisti al pianoforte" fanno seguito i "pianisti all'opera", ossia Franz Liszt e Sigismund Thalberg, due dei più grandi virtuosi della tastiera, che spesso hanno attinto al repertorio melodrammatico per svilupparne i temi in elaborazioni di grande fascino spettacolare.

Questo interessante accostamento ci permette di constatare quanto diverso sia il loro approccio al pianoforte rispetto a quello di Verdi e Bellini. Nelle loro virtuosistiche parafrasi e fantasie, sia Thalberg che Liszt fanno uso di una scrittura ricca di estro ed invenzione strumentale, che spesso presenta moduli tecnici innovativi di grande originalità ed efficacia.

C'è da precisare che Thalberg, meno famoso e, in generale, meno apprezzato di Liszt, appare qui non certo inferiore al più celebre collega, per lo meno sul piano dell'efficacia della scrittura. La sua ipervirtuosistica "Fantasia" sul Mosè di Rossini è certamente un brano che meriterebbe una più assidua presenza nel repertorio concertistico, e non sfigura affatto rispetto alle più note parafrasi di Liszt. Di quest'ultimo, oltre alle celebri Canzonetta e Tarantella dalle rossiniane "Soirées musicales" e alla ancor più celebre "Paraphrase di concert" sul Rigoletto, sono presenti anche due composizioni meno frequentate ma altrettanto interessanti: il "Valse à capriccio sur deux motives de Lucia et Parisina" di Donizetti e il "Miserere du Trouvère".

Anche qui Marco Sollini dà prova di una raffinata cultura musicale: senza mai cedere a facili sentimentalismi o ad effetti gratuiti, restituisce a questi brani una intrinseca dignità artistica, che va ben al di là dell'originale intento di intrattenimento spettacolare. Si tratta di una visione ben diversa da quella di alcuni celebri virtuosi, che facevano di questi brani un mezzo per sfoggiare le loro doti atletiche: Sollini adopera, infatti, un approccio più intellettuale, volto soprattutto ad evidenziare la costruzione armonica e formale, senza alcun tipo di compiacimento narcisistico.

Molto nitida la presa del suono, che consente di rendere con notevole chiarezza tutte le inflessioni dell'articolazione.

In conclusione, un disco molto riuscito, che conferma la validità e la serietà dell'encomiabile lavoro svolto da Marco Sollini per riscoprire e valorizzare il dimenticato repertorio pianistico dell'Ottocento italiano.

Da segnalare a tale proposito la recente pubblicazione per la Boccaccini e Spada di tutti i brani pianistici di Puccini e Mascagni e dei primi due volumi dell’opera pianistica di Leoncavallo in una collana curata direttamente dallo stesso Sollini, a cui auguriamo di proseguire in questo percorso foriero di piacevoli e raffinate scoperte.

Roberto Prosseda

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