HANDEL
The Choice of Hercules
GREENE
Hearken Unto Me, Ye Holy Children
Susan Gritton, soprano
Alice Coote, mezzo soprano
Robin Blaze, controtenore
Charles Daniels, tenore
Peter Harvey, basso
The Choir of the King’s Consort
The King’s Consort
Robert King, dir.
HYPERION
CDA 67298
1 CD
65'17

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Due sono i lavori ispirati alla figura mitologica di Ercole presenti nel repertorio handeliano: un "Hercules" - per il quale rimandiamo alla recente versione discografica diretta da Minkowski - ed il meno noto "The Choice of Hercules", del tutto indipendente dal primo sia sotto il profilo musicale, sia per ciò che riguarda il libretto. Entrambi sono da ascrivere alla stagione più matura dell’attività compositiva di Handel e si affiancano alla produzione dei grandi oratori in lingua inglese.

"The Choice of Hercules" è una breve cantata drammatica in un atto, destinata in origine a concludere l’ode "Alexander’s Feast" e debitrice di buona parte del suo materiale musicale al masque - o semi-opera - "Alceste", composto per il Covent Garden verso la fine del 1749 e mai in seguito portato in scena. L’opera di rielaborazione, condotta da Handel con la consueta maestria, consentì il recupero di ottima musica, senza privare il nuovo libretto di un coerente trattamento drammaturgico.

La scelta che Ercole deve compiere alle soglie dell’età adulta è quella tra due vie: quella facile e seducente offertagli dal Piacere, e quella aspra e faticosa indicatagli dalla Virtù, l’unica in grado di condurre l’eroe a gloria imperitura.
Si tratta di una vicenda di valore esemplare che conobbe particolare fortuna nell’arte figurativa barocca e della quale ci sono pervenute alcune versioni musicali, tra cui la più celebre è senz’altro la cantata profana di Bach "Hercules auf dem Scheideweg" BWV 213 -"Ercole al bivio"-, scritta per l’undicesimo compleanno del Principe ereditario di Sassonia ed in seguito ampiamente riutilizzata nell’Oratorio di Natale. Per restare in ambiente inglese, troviamo ancora un masque di Maurice Greene -"The Judgment of Hercules"- e, più tardi, una composizione analoga di John Stanley.

Robert King ed il suo Consort di voci e strumenti ci offrono un’interpretazione eccellente, nella quale si percepisce la grande familiarità di questo ensemble con la musica di Handel, familiarità maturata attraverso un’intensa attività concertistica e discografica, volta soprattutto ad esplorarne il cospicuo repertorio oratoriale.
Ugualmente positiva è la prova dei solisti, tra i quali, nel ruolo di Ercole, incontriamo un bravo Robin Blaze, controtenore dalla voce morbida e gradevole. Nel ruolo del Piacere, il soprano Susan Gritton ci regala un’esecuzione tecnicamente ineccepibile, piena di vigore e sensualità.

Completa il programma del disco un anthem del già citato Maurice Greene, contemporaneo inglese di Handel e di lui acerrimo nemico, soprattutto dopo che il Sassone gli fu preferito per la composizione della musica cerimoniale dell’incoronazione di Giorgio II.
Siamo qui di fronte ad un’opera di pregevole artigianato musicale, che tuttavia non regge in alcun modo il confronto se accostata, per esempio, ad uno qualunque dei Chandos Anthems.

La qualità tecnica della registrazione, l’esauriente libretto e la curata presentazione sono nello standard dell’etichetta Hyperion.

Daniele Fracassi

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