JENKINS
Fantasias & Airs
The Locke Consort
CHANNEL
CCS 17698
1 CD

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Recentemente diverse case discografiche, tra cui l’olandese Channel e la spagnola Alia Vox, hanno concentrato la loro attenzione su alcuni compositori inglesi della prima metà del Seicento, quali Anthony Holborne e William Lawes. Queste operazioni ci hanno consentito di raccogliere una documentazione sulle attività musicali della corte inglese prima della caduta della monarchia di Carlo I nel 1648 ad opera del repubblicano Oliver Cromwell. Questo episodio storico segna infatti una significativa cesura anche in campo artistico poiché, con la restaurazione della monarchia nel 1660, Carlo II volle arricchire soprattutto il teatro musicale e introdurre un ensemble composto da 24 archi sul modello della Chambre du Roi, che aveva potuto ascoltare durante il suo esilio in Francia alla corte del cugino Luigi XIV. Tale scelta soppiantò, anche se gradatamente, il tradizionale Consort, che rappresentava allora la massima espressione nel campo della musica puramente strumentale in Inghilterra.

John Jenkins (1582 – 1678), compositore e virtuoso inglese di liuto e viola da gamba, fu il precursore dello stile concertante di Henry Purcell. Amico di William Lawes e Matthew Locke, fu anche esecutore delle loro musiche presso la corte di Carlo I. Pur non raggiungendo l’arditezza dei suoi più illustri contemporanei, troviamo in Jenkins una spiccata originalità di scrittura, come viene dimostrato da questa incisione di sue Fantasie & Arie, tratte da un manoscritto riscoperto di recente. Interessante è il confronto tra queste composizioni e le opere per consort di viole di Lawes, in cui prevale uno stile decisamente più contrappuntistico, legato all’impiego di un rigoroso fugato. Nelle Fantasie & Arie, Jenkins si avvale invece di una scrittura basata soprattutto sull’imitazione delle voci e su un largo uso delle fioriture. La maggiore libertà di questo stile si dice sia stata dettata dai gusti musicali di Carlo II, che detestava "tutte quelle musiche su cui non poteva battere il tempo" (da una testimonianza di Sir Roger North, riportata nelle note di copertina). L’aneddoto svela il peso avuto dalle scelte del sovrano, in funzione del quale Jenkins cercava probabilmente di adeguare il proprio stile e competere con le maggiori attrattive offerte dalla nuova orchestra di 24 archi.

La formazione di The Locke Consort (due violini, violoncello e tiorba) è la stessa adottata dell’ensemble diretto da Matthew Locke che, alla Corte di Carlo II, ricopriva la carica di composer in the private musick. I due violini barocchi creano un suono particolarmente brillante e la tiorba accentua il carattere di intrattenimento di queste composizioni, contribuendo con il suo timbro più caldo rispetto ad uno strumento a tastiera, a dare un’impronta più accattivante alla pratica del Consort. Gli esecutori di questa registrazione, con la loro pulizia di suono e una tecnica di grande spessore, ci restituiscono l’originaria lucentezza e ci consegnano un’importante testimonianza delle attività musicali di quel tempo.

Gianfranco Marangoni

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