BIBER
Battalia à 10
Requiem à 15 in Concerto
La capella Reial de Catalunya
Le Concert des Nations
Jordi Savall, dir.
ALIA VOX
AV 9825
1 CD
57'23

*****

Questo CD della Alia Vox raccoglie due lavori di Heinrich Ignaz Franz Von Biber molto distanti tra loro, non tanto in termini temporali (quattordici anni li separano) quanto in termini concettuali, di scrittura musicale e per destinazione. Sono due opere, una profana, la Battalia à 10, e l’altra sacra, il Requiem à 15, che ci aiutano a comprendere l’alto valore virtuosistico nonché stilistico delle sue composizioni che, grazie anche alle sue prestigiose esecuzioni come violinista, gli valsero nel 1690 il titolo nobiliare di von Bibern da parte dell’imperatore d’Austria Leopoldo I. Biber era originario della Boemia, fu allievo di Schmelzer e violinista alla corte vescovile di Olomuc, poi passò alla cappella arcivescovile di Salisburgo dove ricoprì il ruolo di Kapellmeister fino alla morte.

La Battalia à 15 fu composta nel 1673, probabilmente per le celebrazioni del carnevale alla corte di Salisburgo. Il brano è articolato in 8 parti e il titolo completo che gli diede Biber è la sintesi dei movimenti più rappresentativi: Battalia. Das liederliche Schawärmen der Musquetirer, Mars, die Schlacht Undt Lamento der Verwundten, mit Arien imitirt Und Baccho dedicirt (Battaglia. La dissoluta truppa dei moschettieri, Marte, il combattimento ed il lamento dei feriti, imitati con arie e dedicati a Bacco). In questa composizione Biber ci dà ampia mostra della sua grande originalità di compositore e della maestria raggiunta come virtuoso del violino, utilizzando invenzioni ed artifici per rendere i suoni dell’orchestra (composta solo da strumenti ad arco con l’aggiunta di tiorba, chitarra, cembalo e organo) ad imitazione di quelli di una vera battaglia. Le difficoltà e le stranezze della partitura richiedono esecutori dotati di un’ottima tecnica per eseguire note suonate con la parte superiore dell’archetto (una tecnica che in seguito sarà denominata "col legno"), colpi ritmati degli archetti sulle corde, pizzicati violenti, per imitare i clamori della battaglia, frasi suonate con pezzi di carta messi sulle corde per creare effetti ad imitazione di rombi di cannone e rullate di tamburi, tempi concitati alternati ad altri lenti, cromatismi discendenti e dissonanti ad imitazione dei lamenti dei feriti. Particolarmente curioso è il secondo movimento Das liederliche Gesellschaft von allerley Humor (La dissoluta compagnia con ogni sorta d’umore) in cui Biber, per imitare il canto degli armigeri ubriachi, fa suonare all’orchestra otto canzoni popolari contemporaneamente, tutte con strutture metriche e tonalità diverse ottenendo effetti dissonanti e sguaiati, com’è appunto il canto degli ubriachi.

L’esecuzione de Le Concert des Nations è impeccabile, il suono è secco e preciso, e grande è l’attenzione posta alla riuscita degli effetti voluti da Biber, ma con grande senso della misura, senza mai eccedere e scivolare in inutili risvolti spettacolari.

Totalmente diverso nello spirito e nella concezione è il Requiem à 15 in Concerto, che Biber compose nel 1687 per le esequie dell’arcivescovo Maximilian Gandolph von Khüenburg presso il quale prestava servizio in qualità di Kapellmeister. Questa carica lo impegnava maggiormente nella produzione di musica per le funzioni liturgiche della cattedrale di Salisburgo piuttosto che nella produzione di musica da intrattenimento per la corte vescovile. I temi di questo Requiem sono molto più dolci di quelli della Battalia, le tessiture sonore meno dirompenti e gli accenti più solenni. Non vi sono toni dolorosi e sofferenti per la morte, al contrario un senso di calma, di pacificazione e di sicurezza nella vita eterna pervade tutta l’opera. Biber affida agli ottoni, in particolare a due trombe, il compito di sottolineare la solennità di questo momento di passaggio e il trionfo finale dell’elevazione al cielo. Da sottolineare il bellissimo tema della Marcia Funebre con cui si apre il Requiem ripreso poi nel Sanctus. L’esecuzione de La Capella Reial de Catalunya e de Le Concert des Nations è ineccepibile. Di Jordi Savall, che in questo lavoro ci dà un’ennesima prova della sua grande sensibilità di artista e di interprete attento a tutti i particolari: non resta ormai che tessere le consuete lodi per un musicista che si conferma uno dei massimi intepreti del repertorio rinascimentale e barocco.

Se nettissimo è il contrasto tra i due lavori di Biber raccolti in questo CD e nettissima è anche la diversità di esecuzione voluta da Savall: al suono, secco, crudo e privo di riverbero, autenticamente "da camera" e con il La abbassato a 415 Hz nella Battalia, si contrappone una ben diversa sonorità nel Requiem, ben più piena e pastosa, ricca di riverbero come vuole un’esecuzione "da chiesa" e con il La alzato a 465 Hz per rendere brillantissimo il suono degli ottoni, che sono l’elemento portante di tutta l’opera. Da notare che il Requiem è stato inciso nella Cattedrale di Salisburgo rispettando lo schema originale della disposizione degli interpreti, divisi in cinque parti, due comprendenti i soli in concerto, con oboi e continuo, due di ottoni, con tamburi, organi e continuo, posizionati in alto sulle quattro tribune degli organi poste agli angoli della crociera della cattedrale, mentre gli archi sono stati posti in basso al centro del coro. Il risultato che ne scaturisce è di grande suggestione, frutto dell’ottimo lavoro di Savall e dei tecnici del suono che hanno saputo sfruttare al massimo il riverbero della chiesa, per dare il massimo respiro alla musica ed il più ampio spazio agli effetti stereofonici.

Silvano Santandrea

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