AVISON
Concertos in seven parts
from the lessons of Domenico Scarlatti
Café Zimmerman
ALPHA
907
1 CD
76’37

***

George Avison sembra concentrare nella sua persona i gusti, le passioni e forse anche le mode dell’Inghilterrra, o meglio, delle Isole Britanniche, di buona parte del Settecento. Fu compositore, critico musicale, scrittore, si occupò dei rapporti tra pittura e musica, grande divulgatore della musica italiana, appresa dal suo maestro Francesco Geminiani, ed editore di importanti opere musicali. Conobbe le sonate di Domenico Scarlatti, giunte in Inghilterra attraverso l’organista irlandese Thomas Roseingrave, e contribuì, assieme a Geminiani e ad un folto gruppo di sottoscrittori inglesi, alla pubblicazione delle XLII Suites de Pièces pour Clavecin Composées par Domenico Scarlatti (Londra, 1739). Il lavoro di Avison come compositore si era principalmente rivolto alla forma del concerto grosso, appreso da Geminiani, a sua volta allievo di Arcangelo Corelli. La sua intuizione, o il suo esperimento, fu quindi quello di utilizzare le partiture scarlattiane come fonti da strumentare, o arrangiare, nella forma di concerti grossi. Ne compose dodici, di cui solo sei appaiono in questo CD Alpha, trovando alcune difficoltà per la soluzione dei movimenti lenti, che scarseggiano nel corpus delle sonate scarlattiane di cui Avison era a conoscenza. Utilizzò a questo proposito alcune sonate per violino e basso continuo, mentre sembra che altre parti siano interamente di suo pugno. Avison scelse di stemperare i virtuosismi e gli abbellimenti previsti da Scarlatti per rendere la sua trasposizione orchestrale adatta all’esecuzione da parte di dilettanti, assecondando e rendendo accessibile a molti la passione per Scarlatti che nel frattempo si era propagata per tutta Londra. La genesi di questi lavori, inusuale e composita, si risolse alla fine in un’opera gradevole e unitaria, che a ragione viene periodicamente riproposta.

Questa edizione Alpha, affidata all’ensemble Café Zimmermann, esce dieci anni dopo quella che era fino ad ora l’edizione di riferimento dovuta all’ Academy of St Martin in the Fields sotto la direzione di Neville Marriner, esecuzione pregevole e stilisticamente corretta, anche se con strumenti moderni.

Il carattere di questa interpretazione è dato dalla grande energia che sprigiona, dalla stringatezza dei tempi, dalla potenza del suono. Tutta questa forza viene però distribuita equamente in tutti i movimenti di tutti i concerti (sei su dodici) presenti in questa edizione. Ne esce una resa poco equilibrata, con un equilibrio del peso sonoro che si appiattisce su un volume generalmente molto elevato, rendendo poco definiti i vari elementi della struttura concertante di Avison. L’effetto complessivo porta, alla lunga, alla monotonia, alla mancanza di sorprese e di effetti legati ai mutamenti nelle intenzioni espressive. Il violinista Pablo Valetti, suona molto bene, con precisione e passione. Lo sentiamo però un po’ distante da un lavoro di ricerca stilistica, come se il suo rapporto con lo strumento fosse più "atletico" che attento allo spirito dell’epoca. Siamo sempre e comunque nell’ambito di un approccio "moderno" a questo genere di partiture, sfrondato da leziosità e compiacimenti, con un ensemble che suona magnificamente gli strumenti originali e propone un ascolto senz’altro vivo e piacevole.

Daniela Goldoni

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