DE LALANDE
Tenebrae
Claire LefilliÂtre, sop
Le Poème Harmonique
Vincent Dumestre
ALPHA
030
2 CD
76’30; 54’43

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Chiariamo subito che si tratta di un cofanetto doppio ma le musiche di Michel Richard de Lalande, raccolte sotto il nome di Tenebrae, sono tutte contenute in un solo CD. L’altro è interamente occupato dalla lettura integrale del testo di un sermone barocco, in lingua francese, della durata di quasi un’ora. Si tratta del Sermon sur la mort, scritto da Jacques-Bénigne Bossuet (1627-1704), vescovo di Meaux, strenuo sostenitore dei diritti della Chiesa gallicana e dell’assolutismo della monarchia, nonché grande esponente dell’arte oratoria barocca francese.

Cos’hanno dunque in comune il Sermon sur la mort di Bossuet e le Tenebrae di de Lalande? Proprio nulla al di fuori della casa discografica ALPHA, che intende promuovere così la sua nuova collana di registrazioni dedicate esclusivamente a testi recitati, antichi e moderni, che si chiama appunto Voce Umana. Un po’ di pubblicità è tollerabile se gratuita, lo è molto meno se è a pagamento: il CD col Sermone, forzatamente "allegato" al cofanetto, non è infatti un gentile omaggio della casa discografica francese ma viene fatto pagare, anche se a metà prezzo.

Lungi da me l’idea di avventurarmi nella disamina del Sermone, che per curiosità ho tentato di ascoltare non resistendo oltre il quarto d’ora. La cosa però mi ha aiutato a comprendere perché molti monarchi, oltre ai dignitari e ai cortigiani, si annoiassero a morte durante il cerimoniale delle funzioni religiose a cavallo tra il XVII e XVIII secolo. Il mio interesse si è quindi rivolto alle composizioni di de Lalande presenti nell’altro CD, costituite da un Miserere à voix seule scritto nel 1711 e da tre Leçon de ténèbres, databili al 1680.

Il ciclo completo delle Leçons de ténèbres di de Lalande è andato perduto, ci sono pervenute unicamente, e stranamente, le sole terze Leçon del mercoledi, del giovedi e del venerdi, che sono oggetto di questa incisione. La scrittura estremamente semplice di queste opere, così lontane dalla pompa delle cerimonie della corte e da qualsiasi forma di compiacimento, nonché il ridotto organico strumentale ci testimoniano che furono tutte destinate ad ordini religiosi, in questo caso alle Dames de l’Assomption. Molte delle composizioni per voci femminili di de Lalande, venivano solitamente cantate dalla moglie e dalle due figlie dotate, narrano le cronache, di voci dolcissime e di una musicalità non comuni. Il Miserere e le Lamentazioni presentano strutture, caratteristiche stilistiche ed estetiche molto vicine tra loro, costruite tutte in un’alternanza tra voce solista, ornata, e versetti in canto piano. Il Miserere risulta più interessante e variato rispetto alle Leçons perché Dumestre affida l’esecuzione dei versetti ad un piccolo coro a tre voci in falso bordone, come prevede la versione manoscritta e autografata da Sébastien de Brossard, datata 1711, utilizzata in questa edizione.

I brani, molto simili tra loro, non si distinguono per varietà di scrittura, di forme musicali o di particolari variazioni nell’accompagnamento e il soprano Claire Lefilliâtre, dalla voce fissa, tutta impostata sui registri acuti e povera di armonici, non aiuta l’ascolto risultando monotona, poco espressiva e nel complesso poco gradevole. Altrettanto si può dire di Vincent Dumestre, che nulla aggiunge allo scarno organico strumentale e nulla varia nel piatto accompagnamento alla linea di canto. Soprattutto non vi è nel complesso alcuna partecipazione e drammatizzazione del testo. La pronuncia gallicana del latino inoltre, pur se filologicamente può essere considerata corretta, non aiuta di certo ad aumentare l’interesse per questa edizione, che può tranquillamente non comparire nella vostra discoteca.

Silvano Santandrea

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