LEJEUNE, Claude
Muze honorons l’illustre & grand Henry
Les Pages & les Chantres
Centre de Musique Baroque de Versailles
Olivier Schneebeli
ALPHA
032
1 CD
58'47

***

Un CD carico di buone intenzioni e di svariati motivi di interesse viene ad arricchire la collezione della casa discografica francese Alpha. La raccolta di mottetti per il culto cattolico e di salmi protestanti, scelta tra le opere di Claude Lejeune (circa 1530- 1600), si inserisce in un momento della storia francese che sancisce, con l’editto di Nantes del 1598, la libertà di culto per gli Ugonotti. Siamo sotto il regno di Enrico IV, re protestante che abbracciò il cattolicesimo per porre fine alle lotte che avevano caratterizzato gli ultimi trent’anni della storia francese, scelta che tutti abbiamo imparato ad associare alle famose parole che il re pronunciò per giustificare la sua conversione: "Parigi val bene una messa." Salito al trono, Enrico IV chiamò Lejeune a corte come Compositeur de la Musique de la Chambre du Roy. Anche Lejeune era protestante, ma questo non gli impedì di scrivere musiche per i cattolici, una volta sancita la riconciliazione. Primo intento del CD è allora quello di ripercorrere un momento cruciale della storia di Francia, cui le opere di Lejeune forniscono una sintesi efficace.

Un secondo intento è quello di esemplificare alcuni nodi della ricerca musicale di Lejeune, in particolare il suo lavoro legato alla riflessione sul rapporto tra musica e parola, e sul senso della musica scritta, noto come musica mensurata, teso a ricostruire l’antico legame tra musica e parola. La musica si modella sui ritmi dei versi poetici, rispettando le successioni di sillabe brevi e lunghe, al modo dei greci e dei romani. Questo particolare stile si riscontra soprattutto nei salmi protestanti contenuti nel CD.

Un terzo obiettivo è quello di riscoprire opere rare e inedite di autori francesi da affidare agli allievi della scuola di musica barocca aperta a Versailles nel 1988 dal Ministero della Cultura francese. Les Pages & les Chantres altro non sono che gli allievi di questa scuola, affidata all’esperienza e alla sensibilità di Olivier Schneebeli. Sono bambini e adolescenti che seguono regolari corsi di studi, e in più frequentano le lezioni di musica, dando vita al coro. Come sempre non manchiamo di avvertire un senso di frustrazione ogni volta che constatiamo la miriade di iniziative musicali che fioriscono ovunque in Europa, tranne che nel nostro paese, le cui fortune musicali sono ancora e sempre di più legate all’improvvisazione, o alla buona volontà di pochi, spesso osteggiati dalla pubblica amministrazione.

Tutte queste buone intenzioni si focalizzano in un CD di ottimo livello esecutivo, di grande pertinenza stilistica, ma di difficile ascolto. Le opere di Lejeune qui raccolte appaiono quanto mai astratte e lontane, a cavallo tra la speculazione intellettuale legata alla ricerca della Académie de Musique et de Poésie, cui apparteneva, e i modi arcaici che lo pongono al di fuori del suo tempo, o quantomeno da quelle che erano le esperienze più innovative in atto alla fine del Cinquecento.

Daniela Goldoni

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