Trascription
Choeur de chambre Accentus
Laurence Equilbey, dir.
NAIVE
V 4947
1 CD
52’22

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È difficile, soprattutto nell’epoca della comunicazione di massa, valutare quali operazioni di trascrizione possano avere un valore estetico. Alle tante versioni rock, o arrangiamenti jazzistici, o inserimenti di arie d’opera in canzoni di stile sanremese o, più indietro nel tempo, alle trascrizioni lisztiane dei melodrammi italiani, ora si aggiunge timidamente questo compact disc dell’etichetta francese Naïve, dal titolo "Trascription". Laurence Equilbey, alla guida del Choeur de chambre Accentus, esegue alcuni "lavori", come si legge nelle note di copertina, di Bach, Baber, Berg, Chopin, Debussy, Mahler, Ravel, Wolf, trascritti per solo coro.

Laurence Equilbey è stata allieva di Nikolaus Harnoncourt e dell’Arnold Schönberg Chor ed ha fondato il Choeur de chambre Accentus con quale ha affrontato anche il repertorio contemporaneo collaborando con Pierre Boulez. Inoltre il complesso è spesso diretto da Eric Ericson. Questo rigore esecutivo, l’assimilazione della lezione dell’Aufführungspraxis e la frequentazione di opere moderne sono informazioni che aiutano ad individuare l’originalità del cd e il suo apporto alla comprensione delle opere eseguite. Così, ad esempio, Komm, süsser di Bach, appare ricchissimo di dissonanze a dimostrazione che l’eliminazione della differenza timbrica degli strumenti consente di fare emergere gli intrecci polifonici delle voci. Il direttore in questo modo riesce a mantenere la distinzione delle varie linee melodiche senza ricadere in quell’impasto timbrico a cui i maestri del passato ci avevano abituato. La rilevanza attribuita alle voci interne e inferiori insieme alla mancanza di strumentazione, rendono spesso difficile il riconoscimento dell’autore come accade nello Studio n° 6 op.10 di Chopin; se ne deduce che il valore del cd non può essere collocato in una prospettiva storico-musicale, ma in un’ottica più volta all’analisi delle composizioni ed alla storia della recezione. La magistrale perizia tecnica del Choeur de chambre Accentus contribuisce al raggiungimento di queste finalità.

Le scelte interpretative sono quasi sempre in linea con la volontà di mettere in evidenza il tessuto polifonico delle composizioni. Tuttavia nell’Adagietto della Quinta Sinfonia di Mahler prevale un lirismo che pone l’accento sulla voce più acuta che quindi in certi momenti assume una funzione solistica. Anche l’aggiunta di un testo, laddove non era previsto appare un effetto non necessario alla comprensione degli intenti del cd.

Al di là dell’interesse euristico rimane la curiosità, il piacere e forse il gioco di riconoscere ed ascoltare brani in una veste sonora differente.

Stefania Navacchia

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