GABRIELI Giovanni
In Festo Sanctissimae Trinitatis
Choeur de chambre de Namur
La Fenice
Jean Tubéry, dir.
ASSAI
222512
1 CD
64'

****

Forse la chiave di lettura di questo CD sta proprio nell’immagine scelta per la copertina: una foto notturna di un sotoportego veneziano, in bianco e nero, anziché le glorie delle chiese di rappresentanza del potere della Serenissima, e, più precisamente, della chiesa del Redentore in Giudecca, che condivideva con la Basilica di San Marco i festeggiamenti per la Santissima Trinità. Non è facile far convivere l’eleganza della musica di Giovanni Gabrieli con il suo ruolo di manifesto della potenza di Venezia. Bisognerebbe essere nel contempo raffinati e assertivi, rispettosi degli equilibri sonori, cui tanto lavorarono i maestri di cappella di San Marco, e per nulla timorosi di esprimere con ogni mezzo la forza della Serenissima. Bisognerebbe avere il coraggio, o la faccia tosta, dei Dogi che intuirono l’importanza dell’espressione pubblica del potere attraverso le feste religiose e di stato, e che non badavano a spese di rappresentanza per la gioia dei potenti e, perché no, anche del popolo. In questo, peraltro bellissimo, CD di Jean Tubéry a capo de La Fenice e del Choeur de chambre de Namur manca proprio la spudoratezza dell’espressione del potere, seppure incarnato nella altissima ricerca musicale di Gabrieli. La lettura di Tubéry, tutta improntata all’understatement, a colori e timbri crepuscolari ci porta nelle brume del nord piuttosto che nell’atmosfera sfacciatamente solare della Venezia pubblica. A parte queste riserve di tipo, se così si può dire, "ambientale", il lavoro di Tubery appare di altissimo livello. Raramente abbiamo sentito dei fiati così timbrati, e di timbro così morbido e gradevole. Il coro è eccellente, valga come esempio l’incipit del Confitebor tibi Domine, con lo sconvolgente attacco dei bassi. Così come sono ben riusciti gli equilibri tra cori e strumenti, che permettono di cogliere alla perfezione echi e contrapposizioni. Molto buoni anche i solisti, le cui voci emergono sempre nettamente negli insiemi, secondo quello che era l’intento di Gabrieli.

Lo spirito dell’interpretazione appare più grave che solenne, più intimo che esteriore, e comunque rispettoso della ricostruzione del rito così come veniva celebrato a Venezia alla fine del Cinquecento, secondo gli studi effettuati di recente dal musicologo Richard Charteris sull’opera vocale di Giovanni Gabrieli, cui fa riferimento Tubéry. Questo CD si propone dunque anche per l’ottimo lavoro di documentazione, oltre che per la prospettiva diversa da cui contempla l’opera del grande maestro veneziano.

Daniela Goldoni

Associazione culturale Orfeo nella rete
http://www.orfeonellarete.it/
info@orfeonellarete.it
Designed by www.soluzioniweb-bologna.it