SCHUTZ Heinrich
Johannes-Passion
Geistliche Gesänge
Vokal Ensemble München
Martin Zöbeley, dir.
AEOLUS
AE 10026
1 CD
76’16

**1/2

Le opere di Heinrich Schütz (1585-1672) inducono sempre alla riflessione e anche questo CD della Aeolus, che vede impegnato il Vokal Ensemble München sotto la direzione di Martin Zöbeley, contribuisce, pur se con esiti non sempre convincenti, alla definizione di parte dell’immensa opera del compositore tedesco. Il compact presenta un’ampia selezione dai Geistliche Gesänge SWV 420-431, che si collocano, come epoca di composizione, intorno agli anni ‘40/’50 del Seicento, unita alla Johannes-Passion SWV 481 (a) pubblicata nel 1665, quando Schütz era già ottantenne.

I Geistliche Gesänge presentati nel CD costituiscono il corpo di quella che viene definita Deutsche Messe o Missa brevis, in quanto comprende alcuni numeri della messa (Kyrie, Gloria e Credo), tradotti in lingua tedesca. A questi si aggiunge un Magnificat SWV 426, sempre in tedesco, che è diverso dal celebre Deutsches Magnificat SWV 493 che sarà composto diversi anni più tardi, opera ultima di Schütz. Si tratta di composizioni a quattro voci, cui Schütz aggiunse il continuo per volontà degli editori benché, come avvertiva nella prefazione all’edizione di Dresda del 1657 "queste composizioni sono fatte e intese per essere eseguite da voci e strumenti senza organo" (DEUM – voce Schütz, Heinrich – vol. VII biografie, pag. 138). Martin Zöbeley rispetta la volontà dell’autore e ci propone la versione a cappella affidata al Vokal Ensemble München, il complesso corale da lui fondato nel 1992. La registrazione, effettuata nella chiesa del convento di Attel, offre una resa sonora molto squilibrata verso le voci femminili. Il suono appare così molto leggero, etereo, al limite dell’inconsistenza. Ciò non toglie nulla alla precisione degli attacchi, all’intonazione perfetta delle voci, all’esattezza del contrappunto che esce con buona evidenza, ma scosta l’interpretazione da quell’idea di grande sostanza e autorità sia musicale che morale che generalmente si associa all’opera di Schütz. È una lettura la cui mancanza di forza e di ieraticità si ripercuote anche nella resa del testo scritto, oggetto della massima cura da parte del compositore, che qui scorre uniforme, senza quelle accentuazioni e caratterizzazioni suggerite dalla musica.

Più interessante e, a nostro parere, meglio riuscita è la Johannes-Passion, un lunghissimo recitativo affidato principalmente alle voci dell’Evangelista, il tenore Jan Kobow, di Gesù, il basso-baritono Thomas Hamberger e del coro. Schütz riporta fedelmente il testo del Vangelo di Giovanni basandosi esclusivamente sulla voce recitante. Solo le brevi battute destinate ai personaggi collettivi (i Giudei, i Sacerdoti) sono musicate e affidate al coro. Il recitativo dura più di trentacinque minuti, e narra senza supporti drammaturgici le ultime ore di Cristo. Il ruolo della folla che condanna, che salva Barabba, che respinge le richieste di Pilato si staglia con tutta la sua ottusità, la sua protervia e non può non far pensare agli errori di prospettiva che tante volte sono stati commessi in nome della volontà popolare. L’accento dei solisti, compunto e doloroso, contrasta con la superficialità della folla espressa dal coro e crea continui motivi di meditazione sulla profondità e lungimiranza del testo evangelico, illuminato dalla scarna musica di Schütz.

Le note di copertina sono in tre lingue (tedesco/francese/inglese), ma il libretto è solo in tedesco. Conviene così, a meno di conoscere molto bene il tedesco, attrezzarsi con un Vangelo.

Daniela Goldoni

Associazione culturale Orfeo nella rete
http://www.orfeonellarete.it/
info@orfeonellarete.it
Designed by www.soluzioniweb-bologna.it