RAMEAU Jean-Philippe
PLATÉE

Les musiciens du Louvre
M. Minkowski
Regia: Laurent Pelly
Scene: Chantal Thomas
Costumi: Laurent Pelly
Platée: P. Agnew
La Folie, Thalie: M. Delunsch
Thespis, Mercure: Y. Beuron
Jupiter: V. Le Texier
Junon: D. Lamprecht
Cythéron, un satiro: L. Naouri
L’Amour, Clarine: V. Gabail
Momus: F. Leguerinel
TDK
DV-OP PLT
2 DVD

*****

Peccato! Peccato non poter dire: "io c’ero" quel febbraio 2002 al Palais Garnier di Parigi, a godere di una manifestazione spettacolare dell’ingegno umano. Una gioia per gli occhi e per le orecchie, un inno all’intelligenza, all’ironia, al divertimento. Un omaggio stellare a Jean-Philippe Rameau a opera di chi ha saputo rimettere in scena un lavoro concepito più di due secoli fa, rappresentandolo come fosse stato composto pochi giorni prima. Fortunatamente questo DVD testimonia per tutti, anche per gli sfortunati che non c’erano, le magie di quella serata.

Ci sono spettacoli, in verità assai rari, che rasentano la perfezione, in cui tutto funziona a meraviglia. Sono spettacoli indimenticabili che hanno lasciato il segno nel pubblico, come Il viaggio a Reims di Pesaro o il Don Giovanni di Ferrara. Perché questo avvenga non è sufficiente avere ottimi interpreti, ci vuole qualche cosa in più che vada oltre la professionalità e la bravura dei singoli: è la capacità di tutti di costruire un sogno insieme, di essere coscienti che si sta creando qualche cosa di speciale, di magico in cui tutti sono coinvolti e complici. E’ il piacere di partecipare, di divertirsi e di condividere con tutti il proprio divertimento. Ecco, questo spettacolo dà questa sensazione, non ha punti cedevoli né momenti di pausa, è un crescendo di comicità e di grottesco che poggia su una partitura di rara bellezza e "follia", ricca di invenzioni, di trovate musicali, di splendide alternanze tra arie, danze, concertati, cori, furie ridicole e tempeste mitiche, un capolavoro della dissacrazione che, con impressionante lungimiranza creativa, riesce a minare tutte le convenzioni della tragedie-lyrique.

E’ difficile stabilire un ordine di meriti nell’esito fantastico di questo spettacolo. Certamente una tale perfezione sarebbe stata impossibile senza un direttore all’altezza di Marc Minkowski, che sta al gioco e non ci fa mancare nulla, mantenendo sempre viva l’attenzione e la comicità nel dipanarsi della vicenda, senza mai dimenticare di sottolineare la bellezza indiscutibile di certi momenti musicali. L’apparente facilità con cui si muove in questa difficilissima partitura è frutto di anni e anni di lavoro puntuale su questo repertorio, che ci giunge finalmente rivitalizzato. Il resto ce lo regalano una regia intelligente, i costumi imprevedibili di Laurent Pelly, un’eccellente corpo di ballo, le strepitose coreografie di Laura Scozzi e la presenza di cantanti perfetti per i vari ruoli.

Una messa in scena riuscita di un’opera buffa della metà del ‘700 deve per prima cosa far ridere anche quando viene riproposta ad oltre 250 anni di distanza. Si sa però che spesso non basta la volontà di far ridere, bisogna saper dosare ad arte tutti gli ingredienti della comicità. Qui regia, coreografie e costumi ricorrono a un repertorio vastissimo, quasi sempre di origine pop, con riferimenti alla TV e al cinema, pescando tra Simpson e Muppet Show, Cipputi e i suoi ombrelli, Blues Brothers e Sette spose per sette fratelli, Tutine di Zelig e iconografie da ovetti Kinder. In scena c’è un bestiario un po’ Trudy e un po’ ranoplà composto da asini, gufi e rane, una quantità di rane giganti che troviamo dappertutto, anche nei palchi e in piena orchestra a disturbare musicisti e direttore. La vicenda si svolge d’altronde in una schifosissima palude popolata di anfibi, sulla quale regna Platée, una "naïade ridicule", mezza donna e mezza rana, alla quale viene fatto credere, con uno scherzo crudele, che diventerà sposa di Giove. E, come se la situazione non fosse già comica di per sé, il ruolo di Platée, en travesti, è affidato ad un tenore. In questo caso ad un fantastico Paul Agnew, capace di passare con nonchalance dagli oratori handeliani e dalla musica sacra ad un’opera che più dissacrante ed irriverente non si può. Per di più indossando un completino che lo fa assomigliare a una Lisa Simpson mucillaginosa, munita di borsettine a forma di ninfea, con un aplomb tutto britannico, come se non avesse mai interpretato altro che ruoli buffi nella sua carriera. A circuire la povera Platée è una schiera di dei che più che dall’Olimpo sembra provenire da un festival di rock & roll dedicato alla memoria di Elvis Presley. In questo manicomio non può mancare la Folie della fantasmagorica Mireille Delunsch, personaggio allegorico vestito con un abito fatto di partiture, volutamente rompiscatole, che ha il compito di glorificare la musica con arie interminabili, di estremo virtuosismo, vantandosi di possedere il potere di rendere allegre le parole tristi e, viceversa, di creare allegria quando non è assolutamente il momento. Il tutto alternato a balletti umoristici, acrobatici, stile hip-hop e break dance.

Questa Platée è un’opera rock, ha la stessa carica dirompente e trascinante di un concerto live dei più grandi e immaginifici gruppi, è una Woodstock del barocco, è una festa dell’intelligenza. Questa messa in scena ha abbattuto tutte le barriere temporali, dimostrandoci ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, che i capolavori non hanno età, ma siamo noi a datarli, a seconda di come li affrontiamo e di come li proponiamo.

Leggiamo sulla copertina che questo DVD ha vinto il FIPA d’argento 2003 per la sezione musica: chissà quello d’oro!

Silvano Santandrea

Associazione culturale Orfeo nella rete
http://www.orfeonellarete.it/
info@orfeonellarete.it
Designed by www.soluzioniweb-bologna.it