GUERRERO Francisco
Motecta
Musica Ficta
Raùl Mallavibarrena, direttore
Ignasi Jordà, organo
CANTUS
C 9619
1 CD
62'35''

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Una raccolta di mottetti di Francisco Guerrero (Siviglia, 1528-1599) viene ad arricchire in modo significativo la discografia dedicata a questo autore spagnolo, e offre una conferma delle capacità interpretative del giovane gruppo Musica Ficta, guidato da Raùl Mallavibarrena.

Si tratta in realtà della ristampa di un CD cantus inciso nel 1997 nella Collegiata di Cardona (Barcellona), che ci sembra degno di essere riproposto e consigliato.

Francisco Guerrero, maestro di cappella alla cattedrale di Siviglia, si dedicò soprattutto alla musica religiosa, e in particolare scrisse più di un centinaio di mottetti. Guerrero era particolarmente devoto alla Vergine, al punto di meritare l’appellativo di Cantor de Maria. Il suo stile mottettistico è perfettamente in linea con il suo tempo, e le sue composizioni trasmettono equilibrio formale, una religiosità sincera e serena e una profonda attinenza affettiva al testo.

Il gruppo Musica Ficta, già in evidenza per la sua fondamentale lettura delle opere di Luìs de Victoria, esprime in modo sublime tutte queste caratteristiche. E' un ensemble di giovani musicisti spagnoli, otto cantori accompagnati occasionalmente dall’organo (Ignasi Jordà). L’ascolto evidenzia immediatamente la bellezza delle voci, incantevoli le voci femminili, perfettamente timbrati e carezzevoli i tenori, possenti e ben definiti i bassi. Non sempre però tante belle voci danno vita a un buon insieme. In questo caso invece i timbri si associano in modo esemplare, creando armonie perfette ed esaltandosi a vicenda, producendo oltretutto un volume considerevole. Tutti insieme poi si abbandonano con apparente naturalezza alla gioia del canto, mantenendo in realtà il controllo assoluto dell’intonazione, linee melodiche tese che non perdono mai di consistenza, attacchi insieme morbidi e perentori. I mottetti presenti nel CD sono stati scelti, a detta del direttore, senza alcun intento sistematico ma semplicemente sulla base di scelte soggettive. Mallavibarrena sostiene che le scelte personali sono fondamentali ai fini dell’interpretazione, rinunciando in questo modo alla sistematicità. Accettiamo di buon grado questo atteggiamento, anche perché in questo modo ogni singolo brano diventa una storia a sé, e ci fa riflettere sulla "brevità" che caratterizzava le opere di quest’epoca, che spesso coincideva con l’idea di concisione e di compiutezza. Sarà per questo che gli interpreti dediti a questo repertorio affrontano composizioni che durano pochi minuti spesso con maggiore serietà e profondità di altri che affrontano con spirito di routine monumentali opere romantiche. E’ uno tra i tanti motivi di riflessione che ci vengono dalla musica antica, e che da così lontano entrano nella nostra contemporaneità.

Daniela Goldoni

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