Splendore di Roma
Musiche di Kapsberger, Mazzocchi, Michi, Rossi
Johannette Zomer, soprano
Fred Jacobs, tiorba
CHANNEL
CCS 19998
1 CD
57'12''

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La gloria del Seicento romano viene costantemente celebrata nell’architettura, nella pittura e nella scultura. Meno frequentata è la produzione musicale del periodo, secondo la consuetudine che vuole le manifestazioni dell’ingegno musicale sempre più trascurate rispetto ad altre arti. Bisogna però onestamente riconoscere che negli ultimi tempi, spesso per iniziativa di etichette di nicchia straniere, anche l’ambito musicale del barocco romano viene riscoperto e riproposto. È il caso di questo compact disc della Channel Classics che, con il titolo di Splendori di Roma, offre una breve antologia di canzoni profane composte principalmente per le accademie private dei vari principi e cardinali Barberini, Borghese, Aldobrandini, Farnese. Si sa che gli esponenti di queste nobili famiglie romane cercavano in ogni modo di assicurarsi i servigi dei migliori artisti presenti sulla piazza, gareggiando in eccentricità e fasti e creando antagonismi dei cui magnifici effetti siamo tuttora i fortunati fruitori.

Anche in campo musicale le diverse accademie si contendevano i musicisti più quotati, autori non solo di brevi brani vocali e strumentali simili a quelli presenti in questa raccolta, ma anche di opere di ampie proporzioni, allestite per la parte scenica da grandi artisti. Sappiamo, ad esempio, che Lorenzo Bernini creò le scene per il Sant’Alessio di Stefano Landi, su commissione di Taddeo Barberini.

Purtroppo quanto ci è offerto da questo compact rimane molto distante dagli splendori promessi. Il soprano Joannette Zomer fornisce una lettura del tutto asettica dei brani che le sono affidati. La voce è stridula e monocorde, le intenzioni assenti e dubitiamo che comprenda appieno il significato dei testi. La pronuncia è terribile, infarcita di una quantità esorbitante di "erre", il che ci fa arguire che la Channel Classics abbia deciso di risparmiare sul language coach. Molto meglio riusciti i brani strumentali, affidati alla tiorba di Fred Jacobs, impegnato anche nell’accompagnamento delle arie. Purtroppo la registrazione enfatizza la voce della Zomer e copre la tiorba di Jacobs, dal suono decisamente più gradevole.

Daniela Goldoni

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