BACH Johann Sebastian
Six Concert avec plusiers instruments
Le Parlement de musique
Martin Gester
ASSAI
222442
1 CD

***½

Dalla copertina non si intuisce subito quali composizione di Johann Sebastian Bach siano oggetto di questa incisione dell'etichetta francese Assai. Solo dal retro scopriamo trattarsi delle Sechs Sonaten für zwei Klavier und Pedal (Trio Sonate per organo) BWV 525-530 trascritte per un organico strumentale diverso da sonata a sonata. Con la dicitura Six Concert pour divers instruments si è voluto richiamare quella apposta da Bach stesso (Six Concerts avec plusiers instruments) alla copia dei concerti brandemburghesi dedicata al margravio Christian Ludwig di Brandeburgo.

Sebbene l'autografo bachiano non lasci dubbi sulla destinazione delle Trio Sonate al solo organo, la quasi totalità del materiale musicale impiegato da Bach deriva da composizioni precedenti. Se pensiamo soprattutto ai concerti per clavicembalo, anche lo stesso Bach si è trovato nella condizione di adattare e trascrivere le sue composizioni a seconda delle occasioni e degli organici che aveva a disposizione, come presumibilmente avveniva per i concerti del Café Zimermann di Lipsia. Non è quindi nemmeno il caso di porre una questione sulla legittimità o meno delle trasposizioni che sono state realizzate in questa registrazione, tant'è vero che questa operazione non vuole nemmeno essere una "ricostruzione" di un ipotetico originale a più strumenti. Dalle note di copertina di Martin e Jean-Luc Gester, apprendiamo infatti che l'intenzione è semplicemente quella di recuperare la pratica musicale barocca di adattare e trascrivere brani per i più svariati organici strumentali, considerando queste composizioni come "opere aperte".

I Trii II e VI che aprono e chiudono la registrazione, sono eseguiti da sei strumentisti realizzando il basso continuo con violoncello e clavicembalo con l'aggiunta di un ripieno, per evidenziare una scrittura molto più vicina a quella del concerto. Le Sonate V e I rispettano invece la scrittura tripartita con due strumenti nelle parti superiori ed il basso continuo realizzato dal liuto (Sonata V) e da violoncello e clavicembalo (Sonata I). Nelle altre due Sonate troviamo invece un organico ridotto: nella Sonata IV le parti superiori sono affidate al clavicembalo ed il basso continuo è stato realizzato con un organo positivo, mentre assai curiosa è la strumentazione della Sonata III in cui il violino esegue una delle parti superiori ed il clavicembalo si occupa sia dell'altra parte superiore che del basso continuo. Le strumentazioni sono dunque molto accurate e rispondono felicemente alle intenzioni degli esecutori offrendoci un esempio di quali siano le numerose possibilità di trasposizione e, conseguentemente, di fruizione di uno stesso brano.

Le Parlament de musique, creato nel 1990 da Martin Gester, è un ensemble di cantanti e strumentisti solisti dediti all'interpretazione delle musiche del XVII e XVIII secolo. Il loro ambito di ricerca risulta essere piuttosto ampio dal momento che il loro organico è modificabile e spazia dalla musica da camera fino alle composizioni con coro e orchestra, opere teatrali comprese. L'esecuzione è di tutto rispetto per la perizia tecnica di ogni singolo strumentista e l'ascolto risulta assai godibile per la sua scorrevolezza e l'accurato fraseggio, soprattutto nelle Sonate V e VI. L'unica eccezione deriva da alcuni cali di intonazione dei violini nelle Sonate II e III. Sul piano interpretativo non avrebbe guastato una maggiore attenzione alla dinamica ed una scansione ritmica più incisiva.

Gianfranco Marangoni

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