BUXTEHUDE Dietrich
Ciaccona: il mondo che gira
M.C. Kiehr, soprano
V. Torres, baritono
Stylus Phantasticus
ALPHA
047
1 CD
60'57

***

Sempre più spesso le novità dedicate alla musica antica e barocca sono concepite secondo programmi tesi a documentare un periodo storico, un pensiero dominante, un’area geografica. Un nuovo CD si trova così spesso a seguire una logica non più strettamente musicale, come era nella tradizione, ma filoni che perseguono tesi più o meno convincenti, apparentemente estranee al mondo della pura composizione. E’ il caso di questo compact alpha dedicato a Dietrich Buxtehude (c. 1637-1707), e alle ciaccone, affidato all’interpretazione dello Stylus Phantasticus. L’assunto è che il seicento è il secolo in cui il concetto di circolarità assume un valore centrale, a seguito delle scoperte di Keplero e Galileo in astronomia, e, in medicina, della circolazione del sangue. La ciaccona, con il suo andamento ciclico, rifletterebbe quest’idea e incarnerebbe lo spirito del tempo. È un’ipotesi senz’altro affascinante, o più che altro un’intuizione arguta, che apre nuove prospettive di riflessione e per questo senza dubbio valida. Il fatto poi che sia stato scelto un compositore come Buxtehude, confinato nel nord del continente, a fare da cerniera tra Germania a Scandinavia, eppure così fortemente presente nel mondo musicale dell'epoca, così sensibile e aperto agli stili che prendevano piede in Europa dimostra che ai tempi anche la “circolazione” delle idee musicali era molto forte, e correva molto al di là di apparenti periferie.

Il compact raccoglie due sonate a due del 1696, Bux VW 264 e 261, alcune trascrizioni da opere per organo per mano dello stesso Stylus Phantasticus, e una sonata Bux VW 269 pubblicata da Alfred Einstein nel 1905 per un organico di uno o due violini, viola da gamba e continuo. Il compact comprende inoltre in apertura una cantata per soprano, Herr, wenn ich nur dich hab’ Bux VW 38, affidata a Maria Cristina Kiehr, capolavoro di grazia e dolcezza, e alla fine una ciaccona per baritono, con testo in latino, affidata a Victor Torres. La serenità e la leggerezza dei brani, ammirevoli per l’incanto delle melodie e l’eleganza del contrappunto, non sempre trova riscontro nell’interpretazione, senz’altro asciutta e precisa, ma spesso aspra e dura, in contrasto con la gradevolezza non vana delle composizioni. Soprattutto appare schiacciato e sacrificato il suono dei violini, la cui penalizzazione non sembra peraltro indurre particolari suggestioni espressive. È comunque un cd notevole per la scelta dei brani, e di ascolto nel complesso piacevole al di là delle riserve sulla qualità del suono, per la chiarezza di lettura e la resa pulita delle linee del contrappunto.

Daniela Goldoni

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