FURRER Beat
Aria
Solo
Gaspra
Petra Hoffmann, soprano
Lucas Fels, violoncello
Ensemble Recherche
KAIROS
0012322KAI
1 CD
52'52

***½

Allievo di Haubenstock-Ramati e fondatore del prezioso ensemble Klangforum Wien, Beat Furrer è uno dei migliori compositori della sua generazione. Questa edizione discografia ne rappresenta le qualità in maniera contraddittoria; da un lato estende la conoscenza della gamma delle sue cifre stilistiche, dall’altro ci presenta strade secondarie del suo tragitto poetico che possono non mancare di apparire come controverse. Partiremo dal brano centrale di questo cd, che è anche quello che mette a rischio la sua stessa fruibilità: si tratta di Solo (2000) per violoncello, la cui durata sfiora i 23 minuti. Il titolo è contraddetto su più livelli: per prima cosa si tratta di un corpo a corpo con lo strumento, di cui l’incisione conserva i respiri, talvolta affannosi dell’esecutore, sottoposto a un vero tour de force. Emerge insomma un attore musicale duale, una doppiezza corporale, in cui lo strumento non è più una protesi estensiva dello strumentista, ma una figura accoppiata: parallelamente il gesto non si risolve nel suono, ma viene costantemente riascritto a una soggettività istanziatrice. In secondo luogo, il trattamento autonomizzato delle due mani, nell’esecuzione, porta a una discorsività franta secondo due o più linee in tensione tra di loro: talvolta tale tensione si risolve in una configurazione-ponte tra i diversi epicentri d’istanziazione del suono, talaltra restano linee in parallelo. La frastica musicale, oltre che rotta in più voci, è frastagliata, molteplice, impossibile da cogliere da un unico punto di vista; se si vuole, ne sortisce un paesaggio sonoro pittoresco, fatto di concrezioni e arborescenze naturali, quando non vitalistiche, paesaggio che lascia l’ascoltatore volutamente spaesato. La germinazione di forme è tuttavia per nulla eclatante, e l’espressione è anzi sommessa, anche se talora tagliante; in ogni caso non forma mai un manto, né una serie di tasselli, né una paratassi di episodi autoconclusi. È una enunciazione stenta, di cui l’ascoltatore dovrebbe riuscire a riunire i passi, anche quelli mancanti, anche quelli che sembrano andare in direzioni diverse. L’incedere è però inesorabile, fino a trovare degli "spazi lisci" (suoni continui, sordi e in glissandi), delle traslazioni da un piano all’altro, da dove ripartire in maniera ancora più affannosa.

Gaspra (1988) per flauto, clarinetto, trio d’archi, piano e percussioni, benché risalente a 12 prima, conferma la frastica franta di Furrer, ma il genere di pulsioni ritmiche e di configurazioni è molto differente. I dati scritturali sono molto parchi; i filamenti sonori tracciati dai fiati, o talvolta dagli archi, hanno dei palpiti interni, dei fremiti che poi si concretano in episodi nervosi, come un grumo di forze convogliate nello stesso punto. Il pianoforte ribadisce ostinatamente una breve frase sui registri gravi e tesse delle connessioni, dei ponti tra i diversi episodi. Basta un brano come Gaspra ha familiarizzare l’ascoltatore con la tersa inventiva musicale di Furrer.

Aria (1998-99) per soprano e ensemble è una curiosa trasposizione e resa di un breve passaggio di un’opera radiofonica del grande poeta Günther Eich. Si tratta di un continuum trasformazionale che dalla voce parlata e franta in puri suoni consonantici conduce fino ad accenni di voce dispiegata nel canto; in realtà questo continuum trasformazione ne nasconde un secondo che pertiene alla trasmutazione di configurazioni ritmiche, che infine sembrano acquietarsi. La ricerca compositiva sembra trovare linee di tangenza con "...zwei Gefühle...", Musik mit Leonardo (1992) di Helmut Lachenmann. In questo senso ci troviamo di fronte a un altro compositore che non ha affatto tagliato i ponti con l’avanguardia degli anni Cinquanta, e le pulsioni ritmiche, nervose, polimorfe ma anche capaci di fornire all’ascoltatore dei formanti che ritornano lungo la partitura, sembrano reclamarsi finanche al capolavoro bouleziano del Marteau sans maitre.

Pur essendo ottimamente eseguito, registrato e certamente coerente nell’accostamento dei brani (vi sono legami non solo sottili, ma anche espliciti tra i brani), questo terzo Cd dedicato dalla Kairos all’opera di Beat Furrer risulta meno convincente e senz’altro più ostico rispetto ai primi due; del resto questi ultimi collezionavano alcune tra le opere più ragguardevoli di questo compositore che merita la massima attenzione. Per questo ritorneremo ben presto sul compositore svizzero-austriaco con una disamina più completa e specifica delle sue opere.

Ascolti consigliati:

Beat Furrer
StimmenFace de la chaleurQuartettDort ist das Meer
Rso Wien, Schlagquartett Köln, Beat Furrer
Kairos 2001, 0012272KAI dur.: 62:11 ****

Beat Furrer
NuunPresto con fuocostillPoemas
Klangforum Wien, Peter Eötvös, Sylvain Cambreling
Kairos 2000, 0012062KAI, dur. 52:02 ****

Pierluigi Basso Fossali

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