GEMINIANI Francesco
12 Concerti Grossi
composti sull’opera V d’Arcangelo Corelli
Ensemble 415
Chiara Banchini
ZIG-ZAG TERRITOIRES
ZZT 040301
2 CD
116’ 23"

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Pochi altri interpreti dei nostri giorni si confrontati con l’assiduità di Chiara Banchini con l’opera di Arcangelo Corelli e dei suoi allievi. Giunge pertanto come naturale tappa di un lungo percorso interpretativo questo doppio CD della casa discografica francese ZigZag, dedicato ai 12 Concerti grossi composti sull’op. V di Arcangelo Corelli, di Francesco Geminiani (1687-1762).

Geminiani compose questi dodici concerti rielaborando in forma di concerto grosso le dodici sonate a 3 dell’opera V di Corelli. Si trovava a Londra, in uno dei tanti soggiorni che intraprese in giro per l’Europa per esercitare la sua attività di violinista e compositore. Erano gli anni successivi alla morte di Corelli, avvenuta nel 1713, e la fama del grande maestro italiano era senz’altro consolidata. Già da tempo Geminiani, in qualità di virtuoso e didatta del violino, si dedicava alla promozione e alla divulgazione dell’opera del suo maestro, quando nel 1725 operò una trascrizione dei primi sei concerti, completandola nel 1727 con il secondo gruppo di sei. L’opera ebbe un grande successo, soprattutto per quanto concerne la prima parte, al punto che venne copiata e diffusa anche in ristampe "pirata", e se ciò da un lato danneggiò le finanze di Geminiani, dall’altro fu la dimostrazione di quanto questo lavoro incontrò i favori del pubblico.

Chiara Banchini appare in questa interpretazione in veste di direttore, di solista in alcuni concertini, e di maestra di violino. I quattro violinisti che si alternano con lei tra concertini e ripieno sono infatti suoi allievi alla Schola Cantorum Basiliensis, così come il clavicembalista e il violoncellista. Riportiamo i loro nomi, in quanto meritano tutti una particolare menzione per la dimostrazione di bravura, gusto ed eleganza che ci offrono, certi di ritrovarli ancora per molti anni tra le fila dei migliori specialisti di questo repertorio: Olivia Centurioni (violino), David Plantier (violino), Stéphanie Pfister (violino), Odile Edouard (violino), Andrea Marchiol (clavicembalo), Gaetano Nasillo (violoncello). E’ sempre una grande gioia constatare come questi grandi maestri dell’interpretazione siano anche grandi maestri di eccellenti strumentisti, e come riescano, per gemmazione, a creare nuove generazioni di interpreti sempre più interessanti e vitali.

La lettura che tutti assieme danno di quest’opera può definirsi "appropriata", nel senso che è difficile immaginare qualcosa di più "giusto" allo stato attuale dell’arte. Prendiamo ad esempio gli abbellimenti, non così presenti in Corelli, ma aggiunti da Geminiani seguendo lo spirito del tempo: sono sempre affrontati senza alcun compiacimento, in modo da arricchire la sviluppo dei vari movimenti, ma senza mai sospenderli e frenarne la fluidità. La sensibilità per i tempi è magistrale, così discreta e poco appariscente, eppure così necessaria, al punto da soggiogare l’attenzione nel lungo periodo, dove per accumulo l’interesse cresce anziché spegnersi, come accade per molte esecuzioni puramente esteriori. Anche la dinamica è un capolavoro di eleganza, respira con la musica e ne diviene una presenza fondante. La chiarezza nell’esposizione dei temi, il rapporto tra concertino e ripieno, con i solisti nettamente "leggibili" e allo stesso tempo perfettamente inseriti nel contesto, rendono un grande servizio alla comprensione e alla fruizione di quest’opera. Tutto concorre a creare quell’equilibrio che caratterizza lo stile di Corelli e della sua scuola, qui rappresentata dal suo allievo più fedele, Francesco Geminiani.

Daniela Goldoni

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