CHARPENTIER Marc-Antoine
Messe des morts
Psalmus Davidis 87us
Salve Regina
Purcell Choir
Orfeo Orchestra
György Vashégyi
HUNGAROTON
HCD 32235
1 CD
60’25"

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La casa discografica Hungaroton prosegue nella pubblicazione delle opere religiose di Marc-Antoine Charpentier (1645-1704), giungendo al terzo cd. Come per i compact precedenti, anche quest’ultimo è affidato alla direzione del giovane György Vashégyi a capo dei suoi Orfeo Orchestra e Purcell Choir. A fianco della grandiosa Messe des morts à 4 voix H.10, e del Salve Regina à trois choeurs H. 24, una delle opere maggiormente presenti nella discografia charpenteriana, appaiono anche due inediti: il responsorio Velum templi scissum est H. 128, e lo stupefacente Psalmus Davidis 87us H. 207.

Non solo l’Hungaroton, ma anche diverse altre case discografiche si stanno dedicando con discreta assiduità all’opera di Marc Antoine Charpentier, giungendo peraltro solamente a scalfire il monumentale lascito del grande maestro francese, che conta circa 550 numeri d’opus. Ogni nuovo contributo alla rivelazione e alla comprensione dell’opera di questo grande autore è benvenuto, soprattutto se è di alta qualità come nel caso di questa serie Hungaroton, che gode anche del contributo del Ministero per i Beni Culturali ungherese. Non manchiamo mai di sottolineare come, in tutti i paesi europei, la mano pubblica sostenga la produzione musicale. Non altrettanto si può dire per l’Italia, paese in cui iniziative di questo genere appaiono fuori dal mondo.

György Vashégyi prosegue il suo ottimo lavoro, confermando la modernità della sua lettura, asciutta e mai puramente esteriore. Privilegia infatti il lato intimo e meditativo di queste opere, senza peraltro deprimere la sontuosità e la ricchezza di immaginazione insita nell’opera di Charpentier, evidenziandone nel contempo il forte spirito drammatico.

Come sempre può contare su un’eccellente orchestra, che si avvale di strumenti originali, e di un coro la cui grazia, levità, dolcezza e naturalezza si sposa alla perfezione con la purezza e l’originalità della scrittura musicale di Charpentier, mettendone in luce l’assoluta bellezza. Convincono meno i solisti, in particolare i controtenori, e l’adozione di una pronuncia latina che ci risulta difficile collocare in qualche certa area geografica.

Daniela Goldoni

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