MONDONVILLE Jean-Joseph Cassanéa de
Les sons harmoniques
Cristofori Trio
Szilvia Elek clavicembalo, organo
László Paulik violino
Balázs Máté violoncello
HUNGAROTON
HCD 32257-58
2 CD
55'51

*

Nativo di Narbonne, appartenente ad una famiglia di musicisti, Jean-Joseph Cassanéa de Mondonville (1711-1772) giunse a Parigi poco meno che ventenne e, dopo brillanti successi come virtuoso del violino, divenne sovrintendente della Chapelle du Roi e direttore del Concert Spirituel. Godette di grande popolaritŕ tra i suoi contemporanei e della protezione di Madame de Pompadour.

In questo CD Hungaroton č raccolta l’integrale delle sei sonate per violino solo e basso continuo Op.4 intitolate Les sons harmoniques, pubblicate nel 1738. La particolaritŕ di queste sonate č che per la prima volta in Francia il compositore fa dell’utilizzo degli armonici del violino il programma dell’opera. Mondonville fu inoltre il primo musicista a proporre un metodo scritto sulla tecnica esecutiva degli armonici naturali e artificiali. Le sonate sono articolate in quattro movimenti, ad esclusione della quinta e della sesta che sono in tre, tutti con titoli italiani, a significare l’eterno intento francese di riunire i due gusti musicali: quello francese e quello italiano. L’impianto prettamente virtuosistico dei brani richiede ottimi musicisti in grado di dare il giusto risalto ai cambiamenti di sonoritŕ che scaturiscono dagli effetti degli armonici e dai dialoghi continui tra il violino e il violoncello.

Il Cristofori Trio č stato fondato nel 1989, mentre i suoi membri erano ancora studenti all’Accademia Musicale di Budapest. Nonostante siano trascorsi quindici anni da quella data purtroppo queste sonate sembrano eseguite da allievi di un qualsiasi conservatorio e non da musicisti esperti che avevano dato giŕ prova delle loro ottime capacitŕ in altre esecuzioni. E’ il caso del violinista László Paulik, leader e solista dell’ Orfeo Orchestra di Gyorgy Vashegyi, interprete di una splendida esecuzione della Messa a 8 voci, 8 violini e flauti di Marc-Antoine Charpentier e del violoncellista Balázs Máté che assieme a Paulik aveva dato prova di un suono caldo, pastoso e pulito nell’integrale delle Sette sonate in trio di Gluck. Di fronte a questa esecuzione dell’opera Mondonville si rimane alquanto sconcertati. Certo queste musiche non hanno né la bellezza, né l’impatto emozionale di quelle di Charpentier, ma non giustificano un suono degli strumenti cosě rude e sporco, in particolare quello del violino, ai limiti della sopportazione. Le entrate del violoncello sono grevi, prive di qualunque grazia e pulizia e, a volte, anche "sfortunate". Il ritmo di ogni allegro č paesano, come se invece di eseguire musica da camera della corte di Francia si stesse suonando ad una festa sull’aia, al contrario gli adagio sono spesso estenuanti e soporiferi. La trasandatezza sembra essere la principale caratteristica di questa esecuzione. Il Cristofori Trio fatica a trovare tempi, misure ed equilibri, si rivela incapace di calibrare il suono e di sistemare l’intonazione, in una costante assenza di gusto e personalitŕ interpretativa. In definitiva, siamo di fronte ad una prima registrazione mondiale piuttosto punitiva dell’Opera 4 di Mondonville.

Silvano Santandrea

Associazione culturale Orfeo nella rete
http://www.orfeonellarete.it/
info@orfeonellarete.it
Designed by www.soluzioniweb-bologna.it