Notti di Modena
Vesperae in Assumptione Beatae Mariae Virginis

Composizioni di Giovanni Antonio Giannettini, Francesco Antonio Bonporti, Pietro degli Antoni, Arcangelo Corelli
Emanuela Galli, sop.
Caterina Calvi, cont.
Gianpaolo Fagotto, ten.
Sergio Foresti, bs.
CANTAR LONTANO
Marco Mencoboni
LA STAGIONE ARMONICA
Sergio Balestracci
AURORA SURGIT
Alessio Randon
E LUCEVAN LE STELLE
EL 042315
1 CD
56' 40

****½

Giovanni Antonio Giannettini nacque a Fano nel 1648; allievo di Legrenzi, nel 1674 entrò a far parte della cappella ducale di S. Marco a Venezia, dapprima come basso, poi, dal 1676, come organista, lavorando a fianco di maestri come Cavalli, Monferrato, Legrenzi e Partenio. A Venezia ebbe anche l’opportunità di far rappresentare alcune sue opere nei famosi teatri della città. Nel maggio 1686 lasciò la città lagunare per assumere l’incarico di maestro di cappella nella corte estense di Modena, al servizio di Francesco II d’Este, un sovrano che dimostrò uno spiccato interesse per la musica, promuovendo l’esecuzione di opere, oratori e composizioni sacre. Giannettini diede il suo contributo alla vita musicale della corte componendo, fra l’altro, diversi oratori. Morì nel 1721 a Monaco di Baviera, dove si era recato per accompagnare una figlia cantante.

Risale al 1717 la raccolta di salmi vespertini a quattro voci "con un coro separato di cinque stromenti" attingendo alla quale è stato "costruito" il programma di questo CD. Si tratta di un Vespro solenne per la festa dell’Assunzione eseguito con tutto il suo corredo di antifone gregoriane, sonate da chiesa (Corelli) e mottetti solistici (Bonporti). Lo stile di questa salmodia si caratterizza per linearità, eleganza e tensione ritmica. I testi sono declamati in modo cursorio, con poche reiterazioni di parole; la scrittura vocale è aliena da virtuosismi e priva di sezioni solistiche. Gli strumenti ad arco hanno in genere la funzione di riempire e rafforzare l’armonia delle quattro parti vocali, oppure di conferire alla scrittura "piena" delle voci a cappella un profilo ritmicamente animato, aggiungendo rapide figurazioni per meglio illustrare il testo cantato.

Gli esecutori raccolti per questa registrazione danno un’idea concreta di quanto ormai anche nel nostro Paese si sia consolidata la prassi esecutiva vocale e strumentale barocca, rivestita però di calore e sensibilità tipicamente italiani. Si tratta dunque di una prova di alto livello qualitativo, valorizzata da una registrazione ariosa e dettagliata, perfetta nel sottolineare la "spazialità" della scrittura musicale di sapore veneziano propria di queste salmodie.

Questo disco ci dà l’opportunità di attirare l’attenzione sulla piccola casa discografica "E lucevan le stelle": anche questa registrazione si colloca in una tradizione di raffinate produzioni nelle quali si coniugano ricerca filologica, sensibilità interpretativa e accurata realizzazione tecnica.

Grazie a questa etichetta è possibile riascoltare alcuni tesori dimenticati del nostro seicento musicale, con scoperte a volte davvero entusiasmanti (si ascoltino per esempio i mottetti di Ignazio Donati ripresentati nella suggestiva prassi del "cantar lontano").

Va ricordato infine che questo CD è nato dalla collaborazione con il Festival musicale Estense "Grandezze & Meraviglie", prestigiosa rassegna di musica antica con sede a Modena, che ha contribuito a rendere possibile questa prima incisione discografica e al quale va il nostro plauso.

Daniele Fracassi

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