FRESCOBALDI Girolamo
Canzoni
Bruno Cocset
Les Basses Rèunies
ALPHA
053
1 CD
64'

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Continua la serie di uscite eleganti e ricercate dell’etichetta francese ALPHA, che in questa incisione ci propone le Canzoni di Girolamo Frescobaldi (1583-1643) eseguite da Les Basses Réunies di Bruno Cocset.

Queste Canzoni costituiscono il primo ampio insieme di musica strumentale che Frescobaldi non ha dedicato ai suoi strumenti prediletti, il clavicembalo o l’organo. Si tratta di composizioni a una, due, tre e quattro voci, molte delle quali hanno la particolarità di essere state scritte per diversi bassi e, fatto quasi unico, ne compaiono alcune scritte per tre bassi, due solisti più il basso continuo. Sono brani dalla scrittura generosa di invenzioni imprevedibili, in cui l’autore dà ampia libertà alla fantasia e all’inventiva. Si passa da composizioni severe e riservate ad altre brillanti, ricche di ornamenti e di virtuosismi strumentali.

L’origine di queste composizioni è piuttosto strana, infatti apparvero quasi contemporaneamente a Roma nel 1628 in due diverse edizioni, una per i tipi di Bartolomeo Grassi dedicata a Monsignor Girolamo Bonvisi, l’altra per quelli di Giovanni Battista Robletti, dedicata a Ferdinando II de’ Medici Granduca di Toscana, seguite da una terza edizione veneziana del 1634 curata da Alessandro Vincenti e dedicata a Desiderio Scaglia, cardinale di Cremona. Le tre edizioni sono diverse tra loro, ma mentre le due romane differiscono per alcuni particolari dei quali il più evidente è la presenza di titoli arbitrariamente attribuiti dal Grassi ad ognuno dei brani, quella veneziana contiene delle rielaborazioni così profondamente mutate rispetto a quelle edite nel 1628 da far emergere il sospetto che in realtà dovesse trattarsi di un secondo libro mai portato a termine. Complessivamente le Canzoni sono circa una settantina, in questo CD Cocset ne esegue ventuno, delle quali nove sono tratte dall’edizione romana di Grassi, dieci da quella veneziana, e due sono il frutto di rielaborazioni dello stesso Cocset operate sulle due edizioni.

Per questa registrazione Cocset ha appositamente costituito un consort di archi maggiormente orientato verso i toni gravi, cui ha aggiunto e alternato due cornetti, un’arpa tripla, una tiorba, un claviorganum e un clavicembalo. I brani sono di breve durata, quasi mai superano i quattro minuti, e in questo lasso di tempo ridotto gli incipit, le esposizioni, i temi e le riprese sono brevissimi, non c’è spazio per temporeggiamenti e preparazioni ma bisogna essere estremamente incisivi e catturare immediatamente l’attenzione dell’ascoltatore. Cocset ci riesce appieno lavorando particolarmente sul ritmo più che sulla dinamica, variando continuamente l’organico, le voci e le ornature, caratterizzando e differenziando ogni canzone, che pure è basata e costruita su una medesima tipologia strutturale. L’impasto sonoro è caldo, ricco di colori, e unito all’estrema pulizia del suono degli esecutori esalta al massimo i dialoghi tra gli strumenti ed il contrappunto. Queste Canzoni di Frescobaldi sono tante microstorie, proprio come devono essere le "canzoni", che Cocset ci racconta cogliendone appieno l’essenza. La sua interpretazione, così attuale, avvalora la scelta arbitraria del Grassi di attribuire ad ognuna un titolo che, indipendentemente dell’attinenza, serve ad identificarle e a dar loro una connotazione ben precisa, d’altro canto anche oggi le "canzoni" hanno un titolo.

Il risultato è un’esplorazione sonora inedita che esalta al massimo la bellezza e la raffinata ricchezza di queste pagine.

Silvano Santandrea

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