HAYDN Joseph
The Seasons
Les Saisons Die Jahreszeiten

Marlis Petersen
Werner Güra
Dietrich Henschel
RIAS-Kammerchor
Freiburger Barockorchester
René Jacobs

HARMONIA MUNDI FRANCE
HMC 901829.30
2 CD
120' 5"

*****

Le stagioni non sono più quelle di una volta, viene da pensare ascoltando questa edizione delle Jahresztein di Franz Joseph Haydn diretta da René Jacobs. I motivi sono diversi: innanzitutto è chiaro che effetto serra, riscaldamento della superficie terrestre, emissioni gassose, colture forzate, concimi e mangimi artificiali ci hanno distaccato dalla visione bucolica del mondo che ai tempi di Haydn era ancora intatta. In secondo luogo credo che non saremmo qui a riflettere sulla certezza dei ritmi delle stagioni se Renè Jacobs non ci avesse fornito una visione così immediata, all’apparenza priva di sovrastrutture, dell’opera di Haydn. Si ascolta questo compact e ci si abbandona senza remore alla curiosità di vedere cosa succederà dopo, si apprezzano tranquillamente le piccole storie quotidiane narrate dal librettista Gottfried van Swieten e musicate da Haydn con tutti i mezzi, leciti e illeciti, che aveva a disposizione. Jacobs ci racconta, senza stacchi, con ammirevole fluidità, questa certa successione di semplici giorni, come se ognuno fosse un momento unico e prezioso, irripetibile nella sua unicità eppure garantito dall’ordine superiore dello scorrere del tempo. Immaginiamo così un mondo sereno, di lavoro duro ma ben ripagato, di spettacoli naturali di cui tutti possono godere, di animali che in modo ordinato si fanno vedere proprio al momento giusto, e che disciplinatamente si fanno sterminare durante la stagione della caccia, di giornate assolate temperate da boschetti ombrosi, di temporali spettacolari e campi ricoperti dalla neve. Un fantasmagorico sussidiario di fine settecento, una visione del mondo rassicurante, rivestita dai mille colori che la fantasia di Haydn ci trasmette attraverso le sue infinite risorse musicali.

Jacobs, a capo della Freiburger Barockorchester e del RIAS-Kammerchor compie, a nostro parere, un lavoro fantastico. La partitura si pone come un susseguirsi di momenti sublimi alternati ad altri "triviali", dove si vede il compositore che estrae un tema popolare, lo espone nella sua banalità, e poi magari ci costruisce sopra una fuga di fattura magistrale, in un continuo alternarsi di modelli "alti" e "bassi" rimescolati con il genio che gli era consueto. Jacobs ci offre tutto con la stessa cura ed attenzione: non cerca di nobilitare ciò che è semplice, o di esaltare ciò che è eccelso. Si abbandona allo scorrere di questo grande teatro così ingenuamente rassicurante, così deliziosamente artificioso, offrendocelo per quello che è: un grande divertimento. Richiede all’orchestra di essere leggera e serena nei momenti aulici, sporca e stridente nelle sanguinolente scene di caccia, estrae un suono prezioso nelle introduzioni strumentali, accompagna i solisti senza enfasi, ma seguendo il ritmo naturale del canto. La partitura scorre con la continuità propria del fluire del tempo, sbalzando però con nettezza le numerose "sorprese" che non mancano di suscitare la nostra ammirazione. I solisti ci raccontano quello che avviene con naturalezza, con un tono da narratori piuttosto che da virtuosi del canto. Eppure cantano tutti molto bene. E’ interessante vedere come le arie non si pongano come sospensioni nel ritmo del racconto, ma si integrino perfettamente nel discorso complessivo, aiutate in questo anche dall’utilizzo del coro, che ci pare insuperabile per capacità evocativa e accuratezza nel porgere il testo scritto.

Renè Jacobs, dopo i suoi due Mozart (Così fan tutte del 1999 e Le nozze di Figaro del 2004), continua a fornire letture molto interessanti dei grandi capolavori di fine Settecento. Anche in questo caso il senso del teatro, la "leggerezza" dell’approccio, la fiducia nei testi scritti e nella compiuta perfezione di queste opere dalle quali sembra, come per miracolo, abolire i rari "punti morti", ci restituiscono opere che improvvisamente assumono una lucentezza nuova, o forse, più semplicemente, sono in sintonia con quella che è la nostra attuale sensibilità.

Daniela Goldoni

Associazione culturale Orfeo nella rete
http://www.orfeonellarete.it/
info@orfeonellarete.it
Designed by www.soluzioniweb-bologna.it