VIVALDI Antonio
Stabat Mater
Carlos Mena, François Fernandez
Ricercar Consort
Philippe Pierlot
MIRARE
MIR 9968
1 CD
70'21"

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Questa incisione della nuova casa discografica MIRARE raccoglie alcune celebri opere sacre di Antonio Vivaldi (1678-1741), il Salve Regina RV 616; lo Stabat Mater RV 621; il Nisi Dominus RV 608. L’esecuzione è affidata a Carlos Mena, controtenore, che si conferma tra i migliori e più interessanti interpreti del repertorio rinascimentale e barocco di questi ultimi anni. François Fernandez è l’esecutore dell’unica pagina concertistica presente in questa raccolta, il Concerto per viola d’amore F II n°2, mentre Philippe Pierlot è a capo del Ricercar Consort.

L’ascolto di questo CD va oltre i canoni cui normalmente siamo abituati. In questo caso non ha senso parlare di interpretazione, esecuzione, suono. Siamo di fronte ad una sorprendente coesione tra autore-musica-luoghi-interpreti, capace di creare un senso di contemporaneità tale da superare tutte le problematiche filologiche e interpretative, al punto da sembrare che non siano mai esistite. Emergono allora altri valori: la capacità narrativa, il sentimento, le impressioni, il potere evocativo della musica. Siamo a Venezia attorno al 1720. Una Venezia sempre splendida e ricca che però ha perso la grandiosità dei secoli precedenti, alla quale resteranno ancora una settantina di anni di splendore prima della caduta, dei saccheggi napoleonici e della svilente cessione agli Asburgo come merce di scambio. Una Venezia i cui palazzi mostrano le prime crepe, le malte scolorite, gli intonaci scrostati, i segni della salsedine sui muri e quelli delle maree sui pali di attracco delle imbarcazioni. Una Venezia forse già consapevole del suo non così lontano destino. Vivaldi-Pierlot-Mena riescono a toccare i nostri sentimenti più profondi, a commuoverci raccontandoci nello Stabat Mater non solo il dolore della madre di Cristo, ma rendendoci partecipi del dolore terreno di ogni fine, sia essa divina, umana o storica. E’ difficile pensare alla musica di Vivaldi ed associarla ad una visione di dolore e decadenza, ma è così. Pierlot e Mena riescono in questo compito mettendosi totalmente in gioco, non celando i sentimenti, traendo l’essenza di queste splendide musiche e riversandola sull’ascoltatore che è totalmente esposto e impreparato a tanta bellezza, così come non si è mai preparati a Venezia ed alle sue infinite sorprese. Ascoltare questo CD è come perdersi in una Venezia conosciuta che non conoscevamo credendo, di fronte ad ogni campo, ad ogni rio, ad ogni chiesa, ad ogni palazzo che incontriamo sul nostro cammino, di avere di fronte il massimo della bellezza, per scoprire che appena svoltato l’angolo di una calle qualunque ci troviamo di fronte ad altre meraviglie che ci appaiono ancora più belle di quelle che abbiamo appena visto. Questo CD è così, il brano che segue è sempre più bello di quello che lo precede.

La musica di Vivaldi è viva, è fisica, è una musica lagunare scandita nel tempo dall’incedere e dal ritirarsi delle maree, dal passare delle stagioni, risente del salire delle brume, del clima umido, della calura soffocante estiva, dei geli invernali, degli odori di muffa e salsedine dei canali, è musica profondamente e totalmente compenetrata nella città di cui è parte integrante, è linfa che le dà e ne prende vita. Ascoltare il Cum dederit dilectis dal Nisi Dominus (traccia 22) è ascoltare Venezia.

Straordinari sono tutti gli interpreti che pur non essendo italiani, né tantomeno veneziani, che pur avendo registrato i brani a l’Abbaye Royale de Fontevraud, che pur avendoci specificato che lo Stabat Mater nulla aveva a che fare con Venezia, in quanto composto da Vivaldi su commissione della chiesa di Santa Maria della Pace di Brescia (comunque sempre territorio della Serenissima) ci hanno guidati in questo viaggio veneziano totalizzante.

Silvano Santandrea

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