ADAM DE LA HALLE
Le jeu de Robin et Marion
Ensemble Micrologus
ZIG-ZAG TERRITOIRES
ZZT 040602
1 CD

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Adam de la Halle è, tra i musicisti e trovieri che si trovarono nel periodo di passaggio tra Ars Antiqua e Ars Nova, una delle poche figure di cui si abbia qualche notizia biografica certa. La sua importanza deriva in primo luogo dai mottetti e rondeau polifonici, anticipatori dello stretto legame tra musica e retorica che diverrà la caratterisitca principale del Trecento musicale ed in particolare di Guillame de Machaut. Il Jeu de Robin et Marion è una pastorale pensata per una vera e propria messa in scena e rappresenta, per la sua trama e per gli stereotipi tipicamente medievali, una piéce di teatro comico che deriva direttamente dall'attività dei giullari di corte. Il Jeu ebbe larga diffusione, come testimoniano ben tre manoscritti giunti fino a noi che riportano testo e musica, accompagnati da parecchie illustrazioni - il manoscritto Ms. 166 (Rés Ms 14) della Bibliothèque Méjanes di Aix-en-Provence è visionabile on-line alla pagina http://www.byu.edu/~hurlbut/dscriptorium/aix166/indexfr.html.

In questa pregevole edizione edita dall'etichetta francese Zig-Zag Territoires, l'ensemble Micrologus, non si è limitato all'esecuzione del solo Jeu, ma vi ha inserito mottetti e brani strumentali dello stesso Adam de la Halle, prelevati anche da altri manoscritti. Il mottetto e il rondeau polifonico costituiscono i generi musicali più rappresentativi del medioevo francese. La loro polifonia e la politestualità sono il risultato del profondo e problematico legame della musica con la poesia: la struttura formale del brano si basava essenzialmente sulla costruzione di figure retoriche, in un esercizio intellettualistico del musicista di professione di cui Adam de la Halle fu sicuramente uno dei primissimi rappresentanti

Uno degli elementi preziosi del Jeu de Robin et Marion è quella di averci tramandato, con una maggiore precisione rispetto ad altre fonti, una partitura contenente formule tipiche dell'Ars antiqua. Alcune di queste formule si ritrovano anche nelle voci dei mottetti e dei rondeau, cosicché il loro inserimento nel Jeu non è stato pensato solamente per facilitare l'ascolto o in funzione di una rappresentazione scenica: il Jeu così concepito ci fornisce un'idea complessiva dell'abilita di Adam de la Halle e soprattutto ci accompagna in un excursus sulla musica dell'epoca, in bilico tra Ars antiqua ed Ars Nova.

Anche i brani strumentali presentano alcune novità esecutive: l'ensemble Micrologus ha realizzato una ricca ed articolata strumentazione dall'impostazione quasi polifonica che si allontana dalle funzione del ballo popolare per avvicinarsi maggiormente alle consuetudini della musica di corte.

Tutta l'esecuzione del Jeu è dominata da una vivace scansione ritmica che ne rende godibile la fruizione ed è caratterizzata da una estrema nitidezza vocale e strumentale che consente di seguire perfettamente l'intreccio polifonico.

Gianfranco Marangoni

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