BACH Johann Sebatian
Johannes-Passion BWV 245
The Netherland Bach Society
Türk, MacLeod, Stam, De Groot, Daniels, Ramseelar
Jos van Veldhoven, direttore
CHANNEL
CCSSA 22005
2 CD
111' 35''

****

Una nuova versione, molto interessante, della Johannes-Passion BWV 245 di Johann Sebastian Bach si aggiunge con merito a quel nuovo filone della discografia bachiana che presenta organici snelliti all’osso cui fanno seguito letture incisive, cariche di nuovi spunti di riflessione. Il merito questa volta va ascritto alla Netherlands Bach Society, sotto la direzione di Jos van Veldhoven, che ha inciso per la Channel Classics la passione bachiana nella prima versione del 1724.

Nelle note di copertina van Veldhoven motiva la sua scelta per l’organico ridotto con un bell’intervento che appare come una forte dichiarazione d’intenti cui, fortunatamente, fa seguito una interpretazione coerente. Il direttore, parlando dei suoi interpreti, ci descrive il loro approccio al capolavoro bachiano come principalmente incentrato sul "soggetto della musica e il suo contenuto", avendo superato i problemi tecnici dopo essere "letteralmente cresciuti con questa musica". "In questo modo", conclude, "accade il miracolo: i secoli che ci separano da Johann Sebastian Bach improvvisamente si dissolvono nel nulla". L’accenno al distacco dai problemi tecnici, di suono ed altro, che hanno assorbito così tante energie negli ultimi trent’anni ci pare decisamente liberatorio, come se un lungo lavoro di ricerca all’apparenza rigidamente formale fosse finalmente giunto ad un approdo definitivo, restituendo all’interpretazione la freschezza dell’approccio, la liberazione dal peso di suoni presi in prestito da altre epoche e da altri stili, la fiducia nelle possibilità comunicative del testo musicale e del testo scritto.

Il lavoro sui testi si delinea con forza soprattutto nelle parti corali: raramente abbiamo ascoltato interventi delle "turbe" (i personaggi collettivi che intervengono nell’azione), così incisivi. Qui la massa del popolo indistinto, reso vigliacco dall’anonimato e forte del numero, disturba, tanto è odiosa, terribile ad esempio nella scena di Pilato. L’organico asciutto mette in risalto tutte le asprezze, che non mascherano la cecità e l’ottusità di questa folla il cui riflesso sugli eventi assume un ruolo "politico", almeno ai nostri occhi. E questo forse è un esempio di "modernità" di approccio cui accennavamo. Il contrasto con la dolcezza, la pacatezza, la meditazione pietosa, la compassione dei corali accentuano questa impressione. Raramente abbiamo ascoltato corali così curati, vari, inseriti nello sviluppo drammatico con quel ruolo di forte richiamo "etico" cui la linea melodica, per definizione piana e popolare, offre la dignità dei principi condivisi e fondanti.

La parte strumentale è altrettanto efficace, capace di offrire un suono lieve ma non vuoto. Non tutti i cantanti, strepitosi nelle parti corali, lo sono altrettanto come solisti; in particolare ci è parso in difficoltà, soprattutto nella prima aria, il contraltista Peter de Groot.

Questo doppio cd ha una confezione veramente sontuosa. Il cofanetto, di cartone pesante, contiene anche un volumetto che raccoglie, oltre alle solite note di copertina, anche decine di immagini a colori, tratte da opere appartenenti al Museum Catharijneconvent di Utrecht. Il museo ospita una delle principali raccolte di opere d’arte dedicate alla cristianità. Le opere scelte descrivono la Passione, e seguono il testo commentando con l’efficacia dell’immagine la forza della musica. Il cd nasce proprio dalla collaborazione tra il Museo e la Netherland Bach Society, che figurano assieme in copertina; un’ottima idea, che speriamo abbia seguito anche da parte di altri.

Daniela Goldoni

Associazione culturale Orfeo nella rete
http://www.orfeonellarete.it/
info@orfeonellarete.it
Designed by www.soluzioniweb-bologna.it